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Gli strumenti finanziari della Cooperazione italiana a sostegno dello sviluppo del settore privato


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Crediti agevolati per imprese miste

 

L’articolo 7 della legge  49 del 1987 consente di concedere crediti agevolati, tramite finanziamenti al capitale di rischio, alle imprese italiane che creano delle società miste nei Paesi in via di Sviluppo oppure che aumentano il capitale di imprese miste preesistenti. L'agevolazione ha come finalità la creazione di occupazione e di valore aggiunto locale. La Delibera Cipe 56 del 2 agosto 2013 e la Delibera del Comitato Direzionale per la Cooperazione allo sviluppo 66 del 30 maggio 2014 stabiliscono i presupposti e la procedura per la concessione di questi crediti. La Delibera 108 del 18 ottobre 2012 del Comitato Direzionale per la Cooperazione allo sviluppo indica invece i Paesi eleggibili.

Soggetti beneficiari sono le imprese italiane che acquisiscano quote di capitale di rischio in imprese miste da realizzarsi in determinati Pvs, con la partecipazione di investitori pubblici o privati del Paese destinatario. Per quanto concerne la tipologia di investimento, è finanziabile una partecipazione delle società italiane nel capitale della costituita  società mista non inferiore al 20% e non superiore al 75%. La partecipazione del partner locale non deve invece essere inferiore al 25%.

Tale disciplina, frutto di una serie di modifiche normative e regolamentari recentemente introdotte, è stata recepita dalla Legge 11 agosto 2014, n. 125 all’art. 27. Tale articolo al comma 3, lettera a) prevede la concessione ad imprese italiane di crediti agevolati per assicurare il finanziamento della quota di capitale di rischio, anche in forma anticipata, per la costituzione di imprese miste in Paesi partner, individuati con delibera del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (Cics), con particolare riferimento alle piccole e medie imprese; alla lettera b) prevede la concessione di crediti agevolati ad investitori pubblici o privati o ad organizzazioni internazionali, affinché finanzino imprese miste da realizzarsi in Paesi partner o eroghino altre forme di agevolazione identificate dal Cics che promuovano lo sviluppo dei Paesi partner ed alla lettera c) la costituzione di un fondo di garanzia per i prestiti concessi. Tale fondo di garanzia può coprire il 60 % del finanziamento (in caso di grande impresa), oppure l’80% (in caso di Pmi). La rimanente parte del finanziamento non coperta dal fondo di garanzia dovrà  essere adeguatamente garantita. Il Regolamento del fondo di garanzia è stato recentemente approvato da una delibera del Cipe, del 20 febbraio 2015.

In base alla suddetta Legge  125 (art. 27)  il Cics stabilisce: la quota del fondo rotativo  che può annualmente essere impiegata per le finalità di cui al sopra citato comma 3 ; i criteri per la selezione delle iniziative che devono tenere conto, oltre che delle finalità e delle priorità geografiche o settoriali della Cooperazione italiana, anche delle garanzie offerte dai Paesi partner a tutela degli investimenti stranieri. Tali criteri mirano a privilegiare la creazione di occupazione, nel rispetto delle convenzioni internazionali sul lavoro, e di valore aggiunto locale per lo sviluppo sostenibile. Infine, il Cics stabilisce le condizioni in base alle quali possono essere concessi i crediti.

 

icona che indica un collegamento ad un documento in formato rtf Delibera CIPE su Fondo di Garanzia 

icona che indica un collegamento ad un documento in formato rtf Delibera Cipe n.56/2013

icona che indica un collegamento ad un documento in formato rtf Delibera CD n. 66 del 30.5.14

icona che indica un collegamento ad un documento in formato rtf Delibera CD n.108/2012

Modulo domanda credito agevolato art.7

Presentazione art. 7

Articolo Sole 24 Ore, 8 marzo 2014