
Le attività di sensibilizzazione sociale previste dal programma d'emergenza, finanziato dalla Cooperazione italiana e mirato a fornire assistenza alle donne vittime di violenze sessuali nella provincia orientale del Nord Kivu, sono iniziate nella primavera 2011: centri interessati sono stati l'ospedale Heal Africa, il centro psichiatrico Tulizo Letu e l'associazione Maison Cana a Goma.
L'ospedale Heal Africa, struttura privata gestita da un'associazione protestante americana, da anni offre servizio di assistenza medico-chirurgica e di assistenza sociale alle donne vittime di violenze sessuali. Il progetto ha fornito all'ospedale, una realtà ben consolidata a Goma, da una parte materiale medico chirurgico - apparecchi di endoscopia, farmaci, materiale consumabile - dall'altra materiale per attività di reintegrazione sociale - macchine per cucire, stoffe e materiale di merceria, attrezzature per laboratori di pasticceria. Queste attività lavorative, volte a rafforzare e razionalizzare gli interventi, sono state individuate di concerto con la direzione sanitaria e altre agenzie umanitarie che sostengono l'ospedale stesso per evitare sovrapposizioni di interventi.
Il centro psichiatrico Tulizo Letu, fondato anni fa dall'Ong Italiana Aispo e gestito oggi dall'Ordine dei Frères de la Charité, è un ospedale psichiatrico, l'unico specialistico nel Nord Kivu, che si occupa anche di violenza sulle donne e traumatismi di guerra. Attraverso il progetto ha provveduto a innovare e rafforzare le attività di assistenza psico-sociale alle donne stesse, incentivandone l'afflusso grazie ad attività di sensibilizzazione sociale sul territorio provinciale. Il progetto, attraverso l'affidamento dei lavori al Vis, ha portato a termine la riabilitazione di un padiglione per l'accoglienze e l'ospedalizzazione delle donne vittime di violenza sessuale provenienti da tutta la Provincia, la riabilitazione di una cucina comune e di un deposito, la costruzione di due "payotes" per attività varie, l'assestamento del terreno e la trasformazione in giardino, la riabilitazione del muro di cinta, la costruzione di un padiglione adibito ad attività riabilitative e sala di esposizione.
Il centro è stato fornito di equipaggiamenti vari: letti, mobili, attrezzature per attività produttrici di reddito (macchine per cucire, stoffe, materiale di merceria, materiali e attrezzature per la produzione di candele, strumenti musicali e materiali per attività artistiche e di socializzazione, kit per il rientro delle donne in famiglia o nella comunità di provenienza. Ora il centro psichiatrico è stato messo nelle condizioni di poter gestire, con adeguate dotazioni strutturali, sia la fase di presa in carico delle donne vittime di violenza (ambulatoriale o in regime di ricovero) sia, in collaborazione con l'Associazione Maison Cana, l'assistenza giuridica e la reintegrazione sociale delle donne assistite. Sempre nell'ambito del progetto è stato stipulato tra le due strutture un accordo che prevede l'invio incrociato delle rispettive pazienti per l'assistenza medico chirurgica a Heal Africa e per l'assistenza psico-sociale e psichiatrica a Tulizo Letu a titolo gratuito.
Dal 17 al 21 ottobre 2011 si è svolto infine un atelier di formazione sulle tematiche dell'assistenza psico-sociale alle donne vittime di violenza sessuale, al quale hanno partecipato operatori (medici, infermieri, psicologi, educatori, assistenti sociali) di Heal Africa, Tulizo Letu, Caritas Goma, dei Centre de Santé e degli Ospedali di Goma e dell'Inspectorat à la Santé della Provincia del Nord Kivu. L'atelier, organizzato su criteri che hanno privilegiato la partecipazione attiva dei partecipanti e un atteggiamento teso all'esame approfondito di tutti gli aspetti costitutivi del fenomeno, ha suscitato anche a livello cittadino e provinciale un interesse così vivo e sentito che la Cooperazione italiana è stata sollecitata dai partecipanti e dalle autorità sanitarie locali, a ripetere e allargare l'iniziativa. Per l'anno prossimo, attraverso il nuovo programma, si pensa di procedere a iniziative che contribuiscano al rafforzamento delle strutture e attività già messe in campo e di allargare l'operatività all'assistenza di vittime di traumi da guerra e di situazioni post-conflitto in generale.