

1. Emergenza dei rifugiati afghani espulsi dall’Iran
2. Sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione
3. Intervento per le fasce più vulnerabili della popolazione
1. Assistenza all’ospedale pediatrico universitario di Baghdad e programma di telemedicina e e-learning
2. Edificazione del centro accoglienza anziani di Baladiyat
3. Assistenza agli sfollati interni nel governatorato di Bassora
Kenya - Un freno all’Aids nelle baraccopoli di Nairobi
1. Riabilitazione del settore olivicolo nelle zone del sud
2. Rafforzamento e consolidamento del settore olivicolo nel sud
3. Progetto per il settore olivicolo nelle zone del sud
4. Progetto di riabilitazione di tre cooperative agricole colpite dal conflitto nelle regioni di Hermel e Baalbek
5. Sostegno ai rifugiati palestinesi di Nahr el Bared
6. Rafforzamento delle capacità dei centri di sviluppo sociale
Kosovo - Tutela e ricostruzione del patrimonio culturale
Kosovo - Serbia - Incremento e miglioramento dei servizi sociali e sanitari per gli anziani
Pakistan - Ricostruzione del “College for boys” di Bagh
Somalia - Emergenza sanitaria in Medio Scebeli
Uganda - Emergenza idrico-sanitaria-agricola nella regione del Teso
1. Risposta all’emergenza dei rifugiati afghani espulsi dall’Iran e reinserimento sociale dei più vulnerabili tramite addestramento professionale nel settore artigianale
L’intervento di Intersos ha portato alla realizzazione di un centro, inaugurato ad agosto nella città di Herat, per dare accoglienza ai cittadini afghani emigrati in Iran e poi espulsi, con la forza, dal paese. Il “Gazergah Transit Centre” e' stato attrezzato con una grande cucina e una mensa per poter ospitare e dare prima assistenza a circa trecento persone ogni giorno. Il programma di inserimento sociale dei rifugiati tramite addestramento professionale ha ottenuto un finanziamento per 689.359.50 dollari dal Ministero degli Affari Esteri.
2. Sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione nella provincia di Herat attraverso la realizzazione di attività generatrici di reddito e auto-sostentamento alimentare
L’intervento mira a sostenere la popolazione rurale femminile nei due distretti più popolati della provincia occidentale di Herat dove un forte incremento demografico, dovuto anche al rientro in patria di molti rifugiati, ha posto in serio rischio l’accessibilità alle scarse risorse disponibili. Lo scopo del progetto, diretto da Intersos con Gvc, è quello di promuovere la diffusione di piccoli allevamenti di capre e la pratica di colture tradizionali. In questo modo le attività di orticoltura e allevamento, oltre a costituire una fonte di sostentamento immediata per le donne e i loro nuclei familiari, potranno garantire un’importante fonte di reddito. Il Ministero degli Affari Esteri ha sostenuto il progetto con un contributo pari a 600.842 dollari.
3. Intervento di urgenza a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione residente e sfollata nella provincia di Herat
Il progetto, avviato nel novembre del 2007, ha portato alla concretizzazione di interventi in grado di garantire, nel lungo periodo, i diritti primari dei bambini e la realizzazione di un’accurata indagine, per individuare le aree e le maggiori cause di vulnerabilità nella città di Herat e nei distretti vicini. I risultati dell’analisi hanno reso possibile la messa in atto di interventi di assistenza e aiuto mirati, in favore delle donne e delle altre categorie vulnerabili. Il progetto di emergenza, eseguito da Intersos, ha ricevuto 400.000 dollari di contributo dal Ministero degli Affari Esteri.
1. Assistenza all’ospedale pediatrico universitario di Baghdad e programma di telemedicina e e-learning
Il progetto, eseguito da Intersos, prevede la fornitura all’ospedale di farmaci necessari al trattamento delle leucemie e dei linfomi dei bambini assistiti e la possibilità, per il personale medico, di formarsi e aggiornarsi grazie all’attivazione di corsi specialistici sia in Iraq che in Italia. Il programma ha ricevuto un contributo di 1.157.893 euro dalla “Task Force Iraq” del Mae e continua attualmente con contributi privati. E’ stato attivato, inoltre, un programma di telemedicina, in collaborazione con l’Università “La Sapienza” – Policlinico Umberto I di Roma, Telbios e l’Agenzia Spaziale Europea, grazie al quale medici iracheni e italiani sono in collegamento via satellite per consultazioni sui protocolli terapeutici e la formazione a distanza.
2. Contributo all’edificazione del centro accoglienza anziani di Baladiyat
Grazie al finanziamento della “Task Force Iraq” del Mae di 441.984 euro, il progetto di Intersos ha reso possibile il completamento della costruzione della casa di riposo per anziani bisognosi di Baladiyat, a Baghdad, e la fornitura degli arredi necessari. L’intervento è stato attuato in collaborazione con la diocesi cristiano-caldea di Baghdad.
3. Assistenza urgente agli sfollati interni nel governatorato di Bassora
L’intervento, diretto da Intersos con il contributo della “Task Force Iraq” del Mae, ha assicurato cibo e assistenza a circa 9.000 persone. Si è provveduto alla distribuzione di beni di prima necessità agli sfollati, in fuga dalla crescente insicurezza e provenienti dalle regioni centrali, ed in particolare dalle città di Baijy, Al-Anbbar, Ar-Ramady e Abu-Ghareb. Le attività sono state realizzate in partnership con l’Iraqi Aid Committee (Irac).
Un freno all’Aids: prevenzione nella comunità locale e protezione dei più vulnerabili nelle baraccopoli di Kayole e Soweto (Nairobi)
Il progetto, avviato nel luglio del 2007, è finalizzato a prevenire il contagio e la diffusione dell’Hiv/Aids, anche attraverso la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione residente nelle baraccopoli di Kayole e Soweto. L’intervento è gestito da Intersos in un’area del paese in cui le precarie condizioni igienico-sanitarie, unite all’abuso di droga e alcol, rendono il rischio di trasmissione della malattia molto alto. Il programma di emergenza è in corso ed ha ricevuto un contributo finanziario dalla Dgcs di 731.824 euro.
Kosovo - Interventi di tutela a ricostruzione del patrimonio culturale per promuovere la ripresa del dialogo nel contesto di conflitto
L’intervento si focalizza sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, quale mezzo per favorire occasioni di dialogo tra le diverse identità comunitarie. Il programma di emergenza nasce su iniziativa di Intersos, con la partecipazione dell’Unesco e della Dgcs che ha stanziato un contributo di 878.692.84 euro. Scopo ambizioso del progetto, la cui conclusione è stata prevista per novembre del 2009, è puntare alla ricostruzione della società civile attraverso il coinvolgimento della collettività nei lavori di ristrutturazione del patrimonio culturale.
Incremento e miglioramento dei servizi sociali e sanitari per gli anziani residenti e profughi
Lo scopo del progetto, diretto da Intersos, è quello di migliorare le condizioni di vita della popolazione anziana, una fascia particolarmente vulnerabile della società serba e kosovara. L’intervento, finanziato dalla Dgcs per 516.232 euro, viene realizzato attraverso l’ampliamento delle case di riposo, il miglioramento dei servizi ambulatoriali specialistici e una maggiore integrazione delle persone anziane all’interno della società.
1. Riabilitazione del settore olivicolo nelle zone del Libano sud maggiormente colpite dal conflitto
Il progetto, affidato a Icu onlus e finanziato dal Mae per un importo pari a 170.000 euro, è stato realizzato a favore delle zone, nel sud del Libano, maggiormente colpite dal conflitto. L’intervento è volto a realizzare opportune opere di riabilitazione, per la ripresa e la stabilizzazione delle attività produttive della filiera dell’olio di oliva, di alcune cooperative oleicole nelle cazas di Nabatiye, Marjayoun e Tiro. Il programma di emergenza, iniziato nel 2007, è stato prorogato per altri quattro mesi.
2. Progetto di rafforzamento e consolidamento del settore olivicolo nelle zone del Libano Sud colpite dal conflitto
L’intervento, anch’esso affidato a Icu onlus e sostenuto dal Mae con un contributo di 323.415 euro, si colloca all’interno del programma d’emergenza Ross. Lo scopo del progetto è quello di rafforzare e sviluppare la filiera dell’olio di oliva nel sud del Libano. La realizzazione del programma avviene attraverso il miglioramento della capacità produttiva di undici cooperative olearie (Taibeh, Tebnin, Srifa, Cana, Nabatiye, Yohmor, Zawtar Al Ghabiyeh, Rmeiche, Deir Aamess, Chama), sia in termini di quantità che di qualità dell’olio prodotto. Il progetto, inoltre, si propone di rafforzare la capacità di commercializzazione di queste stesse cooperative.
3. Progetto di emergenza per la riabilitazione del settore olivicolo nelle zone di Libano sud maggiormente colpite dal conflitto
L’iniziativa, diretta da Icu onlus in favore delle zone nel sud del Libano maggiormente colpite dal conflitto, ha previsto un finanziamento da parte del Mae di 487.068 euro. L’obiettivo specifico del progetto è la ripresa e la stabilizzazione delle attività produttive della filiera dell’olio di oliva di dieci cooperative oleicole del sud Libano (Taibeh, Tebnin, Srifa, Cana, Nabatyeh,Yohmor,Zawtar,Al Ghabiyeh, Ebel Al Saki, Rimeiche). L’intervento si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione degli insediamenti e di miglioramento delle condizioni economiche e ambientali dell’area. Iniziato il 12 marzo del 2007 per una durata di 12 mesi, l’intervento, attualmente, risulta concluso.
4. Progetto di riabilitazione di tre cooperative agricole colpite dal conflitto nelle regioni di Hermel e Baalbek
L’intervento, eseguito da Icu onlus con il contributo di 486.052 euro del Ministero degli Affari Esteri, intende ristabilire, attraverso interventi di riabilitazione, l’operatività delle tre cooperative di Hermel, Nabi Ousman e Btedi, che hanno riportato danni diretti ed indiretti a causa del recente conflitto. Ulteriore obiettivo del progetto è quello di contribuire al ritorno della popolazione nei villaggi abbandonati e di riqualificare gli insediamenti. Iniziato il 12 marzo del 2007, il progetto è stato concluso nel febbraio del 2008.
5. Sostegno ai rifugiati palestinesi di Nahr el Bared
Il progetto, gestito da Un Ponte Per intende riqualificare il campo profughi di Nahr el Bared, duramente colpito dal conflitto, per consentire il ritorno della popolazione palestinese. L’intervento è parte del programma di emergenza Ross Beirut dal quale ha ricevuto un finanziamento di 301.577 euro. Gli obiettivi perseguiti riguardano il ripristino dei servizi socio-sanitari, pressoché inesistenti, la riattivazione di fonti di reddito, la formazione professionale e lo sviluppo di attività pedagogico-ricreative. L’iniziativa ha preso il via il 17 giugno del 2008 e la sua realizzazione è prevista nell’arco di 9 mesi.
6. Rafforzamento delle capacità di risposta dei centri di sviluppo sociale per contribuire all’assistenza, alla promozione sociale e alla ricomposizione comunitaria nel sud del Libano
Il progetto, avviato ad aprile 2008 con una durata prevista di 12 mesi, si estende alle quattro regioni di Tiro, Nabatiye, Bint Jbail e Marjaioun, nel sud del Libano. E’ affidato a Intersos e fa parte del programma di emergenza Ross II, con un contributo del Mae di 386.287 euro. È stata avviata una collaborazione con le rappresentanze del Ministero degli Affari Sociali a supporto delle strutture sociali decentrate (Social development centers) così da poter monitorare ed intervenire a sostegno delle fasce più deboli della popolazione.
Pakistan - Ricostruzione del “Government post graduate College for boys” a Bagh
In risposta al terremoto dell’ottobre del 2005 che ha raso al suolo l’intero complesso scolastico, l’intervento, gestito da Alisei, ha reso possibile la ricostruzione e la riabilitazione di un blocco di 13 aule del College di Bagh. Scopo del progetto, terminato nei primi mesi del 2008, è stato quello di garantire, nel breve periodo, la ripresa dei servizi educativi e di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita degli studenti e della popolazione del distretto. L’intervento ha ricevuto un contributo di 410.000 euro dal Ministero degli Affari Esteri.
Emergenza sanitaria in Medio Scebeli
L’intervento, diretto da Intersos, ha avuto inizio nel mese di luglio (2008). Il progetto ha una durata di sei mesi e si pone l’obiettivo di agevolare l’accesso della popolazione ai servizi sanitari e ospedalieri. Allo stesso tempo, il programma prevede la messa in atto di un’azione preventiva delle diverse patologie, tramite attività di vaccinazione, educazione ed informazione, da realizzare sul territorio, coinvolgendo anche la popolazione nomade. Quest’ultima è, infatti, più restia a rivolgersi alle strutture sanitarie non solo per motivi oggettivi, quali la distanza, ma anche per propri costumi e tradizioni.
Uganda - Regione del Teso - Emergenza idrico sanitaria e agricola (dopo alluvione settembre - ottobre 2007)
Il progetto è nato dall’esigenza di far fronte all’emergenza alluvione che ha colpito l’Est Uganda nell’autunno del 2007. Finanziato dalla cooperazione italiana Kampala Uganda per un importo pari a 144.583,14 e affidato ad Acav, l’intervento è volto a migliorare la situazione idrico-sanitaria ed agricola della regione e prevede la riabilitazione di 41 pozzi e la distribuzione di 280 kit agricoli ai contadini che hanno completamente perso il raccolto. Per il progetto, iniziato il 24 aprile 2008, era prevista una durata iniziale di sei mesi, ma è stata richiesta una proroga fino al mese di novembre.