
La prefazione di Kofi Annan
al Progress Report 2005
"Non saremo soddisfatti dello sviluppo senza sicurezza, non saremo soddisfatti della sicurezza senza sviluppo, non saremo soddisfatti né dell'uno né dell'altra senza rispetto per i diritti umani. Se tutti questi obiettivi non marceranno insieme, nessuno vincerà". Così dichiarava Kofi A. Annan, allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, introducendo il suo rapporto del marzo 2005 in previsione del Summit, in programma per il settembre successivo, sulle decisioni che le Nazioni Unite avrebbero dovuto prendere per il raggiungimento degli otto Millennium Development Goals. E continuava: "L'adozione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ricavati dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, è stato un evento di semina nella storia delle Nazioni Unite ed ha costituito una promessa senza precedenti, da parte dei leaders del mondo, di volersi rivolgere, come in un unico pacchetto, verso la pace, la sicurezza, lo sviluppo, i diritti umani e le libertà fondamentali. "Gli otto Millennium Development Goals spaziano dal dimezzare la povertà estrema all'arginare la diffusione dell'Hiv/Aids, al fornire una istruzione di base universale, tutto entro la data obiettivo del 2015. Costituiscono un accordo firmato da tutti i paesi e tutte le più importanti istituzioni di sviluppo mondiali - un pacchetto di obiettivi semplici, ma forti che ogni uomo e ogni donna, da New York a Nairobi a New Delhi, può sostenere e capire facilmente. Fin dalla loro adozione, i Goals hanno attratto sforzi senza precedenti per rispondere ai bisogni dei più poveri. Perché gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono così diversi? Per quattro ragioni.
In ogni caso l'impegno quest'anno sarà molto più duro che nel 2000: invece che porsi obiettivi, a questo punto i leaders devono decidere come raggiungerli. Il rapporto sul progresso documenta con la maggiore ampiezza e realismo possibili che cosa si è fatto e che cosa invece resta ancora da fare in ciascuna delle regioni del mondo. Riflette uno sforzo di collaborazione tra un gran numero di agenzie e organizzazioni dentro e fuori il sistema delle Nazioni Unite. Tutti hanno prodotto il maggior numero di dati possibile nelle rispettive aree di riferimento, aiutando quindi a raggiungere chiarezza e consistenza al rapporto. Soprattutto esso mostra quali siano stati i progressi in alcune aree e quanto debbano essere potenti gli sforzi per raggiungere i Millennium Development Goals in altri. Se dovessero rimanere le tendenze attuali, c'è il rischio che i paesi più poveri non riescano a raggiungere gli altri. In considerazione di quello che già è stato fatto, un simile fallimento sancirebbe in modo tragico un'opportunità persa. Questo rapporto mostra altresì che abbiamo a disposizione i mezzi per garantire che presto ogni paese potrà realizzare le promesse degli Obiettivi: la nostra sfida è quella di dispiegare questi mezzi. Come ho detto nel mio rapporto di marzo: "Cerchiamo di essere chiari su quanto può costare perdere quest'opportunità: si perderanno milioni di vite che potrebbero essere salvate; saranno negate molte libertà che potrebbero essere garantite; e noi vivremo in un mondo più pericoloso e instabile." Raccomando questo rapporto come importante risorsa per la preparazione del Summit di settembre, che dovrà essere un momento di decisione. Le analisi e i dati che contiene potranno aiutare cittadini, organizzazioni civiche, governi, parlamenti e organismi internazionali a giocare i rispettivi ruoli per fare degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio una realtà.
KOFI A. ANNAN
Intervento per la presentazione del Rapporto sull'attuazione dei progetti relativi al raggiungimento degli Obiettivi Del Millennio.