L’Università è chiamata a rispondere con nuovi strumenti alle nuove responsabilità ricoperte nell’ambito della comunità internazionale:
Negli ultimi anni la cooperazione alla pace e allo sviluppo è riuscita a diffondersi con profitto nei diversi contesti accademici, incentivando l’educazione delle nuove generazioni alla responsabilità sociale e alla comprensione delle problematiche internazionali.
Il Coordinamento, avviato nel dicembre 2008 dalla Cooperazione Italiana, svolge la sua attività in due settori: oltre ai programmi di cooperazione universitaria nei Paesi in via di sviluppo e in aree di crisi, il Coordinamento è attivo anche nel campo dell’informazione e diffusione della cultura della cooperazione allo sviluppo presso le Università Italiane, attraverso incontri e seminari interdisciplinari e tematici.
In particolare sono state create tre Reti di Università operative sul territorio nazionale con rispettivamente tre Atenei coordinatori (Pavia e Politecnico di Milano per il nord, Sapienza Roma per il centro e Palermo per il sud). Sono stati organizzati convegni, seminari di studio e incontri sui temi della cooperazione allo sviluppo e alla pace
in numerose Università italiane, a partire dagli Atenei che coordinano le Reti: da Pavia a Milano, da Padova a Venezia - dove si sta predisponendo con le Nazioni Unite un importante evento a settembre 2012 in occasione della Giornata Mondiale sull’Acqua promossa dalla Fao. Altri incontri sono stati promossi
presso le Università di Firenze, Bologna, Roma e Palermo.
Questi eventi hanno permesso alla Cooperazione Italiana di mettersi in contatto e avviare un proficuo dialogo con migliaia di studenti universitari, giovani laureati che frequentano i Master nel settore della cooperazione, con centinaia di docenti universitari e
numerosi Rettori.
All’ultima riunione del Coordinamento Cooperazione universitaria del 22 marzo 2012 hanno preso parte il Direttore Generale ed i Rettori/Pro Rettori delle Università Italiane del Coordinamento, con la partecipazione degli Uffici della Dgcs.
Queste le conclusioni:
• i programmi di cooperazione universitaria sono aumentati di numero;
• nella realizzazione dei programmi si riscontra una maggiore sinergia tra gli Atenei;
• i programmi di Cooperazione universitaria sono più conseguenti alle indicazioni
delle Linee Guida della Cooperazione;
• si è sviluppata una maggiore sinergia inter-istituzionale nel settore della
Cooperazione universitaria (tavolo interistituzionale);
• si nota una maggiore partecipazione della Cooperazione Italiana alle attività
promosse dalle Università italiane, specialmente quelle che coinvolgono il mondo giovanile. (vedi anche Cooperazione italiana e Università: alleate per il futuro dei giovani, sul Notiziario della Cooperazione italiana)
In tale quadro si colloca la collaborazione della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) con il Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, volta all’identificazione di un rinnovato modello accademico di cooperazione allo sviluppo e alla pace, che valorizzi il ruolo dell'Università nella formazione delle risorse umane e la sua missione sociale.
Attraverso la Convenzione Mae-Crui numerosi tirocinanti sono ospitati nelle strutture della Cooperazione italiana.
Un recente progetto, promosso dalla Dgcs e coordinato dal Politecnico di Milano attraverso il servizio Metid, in collaborazione con il Coordinamento della Cooperazione Universitaria Dgcs, ha portato allo sviluppo di un’innovativa modalità di approccio alla raccolta e valorizzazione dei dati relativi alla cooperazione allo sviluppo delle Università italiane basata su un Database online e una web community che lo alimenta e valorizza. Il programma sarà integrato con la Banca dati della Cooperazione decentrata di prossima realizzazione.