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Popolazione:4.013.126 (Cia, 2009) Cisgiordania: 2.461.267 abitanti, 443.702 i coloni israeliani insediati nell'area, 181.000 dei quali a Gerusalemme Est dove gli israeliani sono il 67% della popolazione i palestinesi il 33%. 722.000 i palestinesi rifugiati nei campi profughi (Cia, WFb 2009) Fasce di età 0-14 anni: 37.3% sulla pop. totale 15-64 anni: 59.1% sulla pop. totale 65 anni e oltre: 3.7%% sulla pop. totale Striscia di Gaza:1.551.859 ; 1.059.584 i palestinesi rifugiati in campi profughi Fasce di età 0-14 anni: 44.4% sulla pop. totale 15-64 anni: 53% sulla pop. totale 65 anni e oltre: 2.6% sulla pop. totale Densità abitativa a Gaza: 4.270 ab/Kmq |
Capitale: Gerusalemme (de jure) ; Ramallah (Cisgiordania), Gaza City (Striscia di Gaza)
Superficie: 6220 kmq (Striscia di Gaza 360 kmq; Cisgiordania 5860 kmq) Moneta: la moneta usata e' il Nuovo Shekel Israeliano (Nis), il cui cambio è pari a 5 Nis per 1 euro (aprile 2009). Circola anche il dinaro giordano Lingua: Arabo, Ebraico (l'Inglese è ampiamente compreso) Religione: Striscia di Gaza: musulmani 99% (a maggioranza sunnita), cristiani 1% Cisgiordania: musulmani 75% (a maggioranza sunnita), ebrei 17%, cristiani 8% Etnie: Striscia di Gaza: Arabi palestinesi Cisgiordania: Arabi palestinesi 83%, Ebrei 17% |
Rete ferroviaria: non esistente. Rete stradale 5.147 km; porti internazionali 1 (Gaza); aeroporti 5: 3 in Cisgiordania e 2 nella striscia di Gaza di cui 1 internazionale, lo Yasser Arafat International Airport al valico di Rafah, al confine con l'Egitto, chiuso dal 2001.
Linee fisse 350.400. Telefoni cellulari: 1.026 milioni . Internet (codice paese: .ps): 355.500 utenti, host: n.d. (Fonte Cia, ultimi dati disponibili 2007)
Governo: Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) è Mahmud Abbas (conosciuto anche con il nome di Abu Mazen), eletto il 15 gennaio 2005. Il Primo Ministro Salam Fayyad, eletto nel giugno 2007, si e’dimesso ufficialmente il 7 marzo 2009 per aprire la strada a un governo di unità nazionale, nel quadro del processo di riconciliazione con il movimento radicale Hamas.
Sistema legislativo: Democrazia parlamentare unicamerale
Organi legislativi: il Consiglio Legislativo Palestinese (Clp) - chiamato anche Parlamento palestinese - è composto da 88 deputati, eletti con voto popolare in rappresentanza dei 16 Governatorati. Il Clp ha il compito approvare tutti i membri del gabinetto di governo, proposti dal Primo ministro, nonché confermare il Primo Ministro stesso su nomina del Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese.
Suddivisione Amministrativa: 16 Governatorati.
Informazione: l'indice di libertà di stampa è pari a 66,88, corrispondente al 163° posto (su 173) nel rank mondiale di riferimento (2008) di Reporters sans frontieres.
Nell'ambito della graduatoria mondiale redatta dall'Undp, il Paese si posiziona al 106° posto su 179. L'indice di povertà posiziona i Territori Palestinesi al 26° posto tra i 135 Paesi per i quali è stato calcolato. E' invece al 46° posto su 123 per quanto riguarda l'accesso all'acqua potabile.
Al termine della prima guerra mondiale il mandato sulla Palestina viene assegnato alla Gran Bretagna (favorevole a uno Stato ebraico nel territorio). Inizia il flusso di migranti ebrei nella regione e l'avvio di scontri sanguinosi con la popolazione palestinese. Alla fine della seconda guerra mondiale, gli inglesi rimettono la questione palestinese nelle mani dell'Onu, che elabora un piano di spartizione (Risoluzione 181) tra uno Stato ebraico, uno Stato arabo ed una zona internazionale, rifiutato da Palestinesi e Stati arabi. Nel 1948 avviene la proclamazione unilaterale dello Stato d'Israele (cui viene assegnato il 55% del territorio) e inizia il primo lungo conflitto arabo-israeliano, che si conclude nel 1949: Israele, che rappresenta il 37% della popolazione, occupa il 78% delle terre palestinesi. Nel gennaio 1964, durante un vertice arabo al Cairo, con il patrocinio del rais egiziano Nasser nascel'Olp, Organizzazione per la liberazione della Palestina. Nel 1967 scoppia la Guerra dei sei giorni, nel corso della quale le forze israeliane sconfiggono Egitto, Giordania e Siria, occupando la penisola del Sinai, la striscia di Gaza, l'intera Cisgiordania, Gerusalemme Est e le alture del Golan.
Dal 1967 i Palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est vivono sotto occupazione israeliana. L'Onu approva in quell'anno la Risoluzione 242, che ingiunge a Israele di ritirarsi dai territori arabi occupati in cambio del riconoscimento di Israele da parte di tutti gli Stati della regione. Negli anni '70, l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) - alla cui guida c'è Yasser Arafat - e il Movimento nazionale per la liberazione della Palestina (Al Fatah) elaborano una strategia che rimette le sorti del popolo palestinese in mano alla guerriglia palestinese. Nel 1973 Israele scatena la guerra del Kippur e sconfigge nuovamente i Paesi arabi. Nel settembre 1978 a Camp David vengono stipulati gli accordi di pace: prevedono il ritiro di Israele da tutta la penisola del Sinai entro il 1982. Ma la questione dello status di Gerusalemme e dell’indipendenza palestinese non vengono risolte. Seguono anni di forti contraddizioni nei rapporti tra Palestinesi e regimi arabi, segnati da divisioni interne all’Olp. A partire dal 1987 nei Territori Palestinesi nasce un movimento di opposizione a Israele, nota con il nome di Intifada, in arabo "scossa". Nel 1988 Arafat lancia la politica "pace contro territori". Israele in quegli anni conclude Accordi di Pace con Egitto e Giordania, restituendo all'Egitto il Sinai.
Nel settembre 1993, a Washington, alla presenza del presidente Bill Clinton, il palestinese Yasser Arafat e il premier israeliano Isaac Rabin, sulla base degli incontri avuti a Oslo, sottoscrivono la Dichiarazione dei Principi contenuta negli Accordi di Oslo, cui segue il 2 settembre 1995, nel corso di un'altra cerimonia alla Casa Bianca, la firma di un altro accordo noto come "The Interim Agreement" o "Oslo II ". Un mese dopo Ytzhak Rabin viene ucciso durante una manifestazione in favore della pace. A seguito di quegli accordi di pace "provvisori", si costituisce l'Autonomia Palestinese, organismo con mandato anch'esso provvisorio di parziale autonomia, in attesa di accordi definitivi allora previsti per il maggio 1999 e mai realizzati: oggi gli "accordi provvisori" sono in regime di tacita prorogatio. Primo palestinese a reggere la carica di presidente dell’Anp, massima carica politica, con potere di nomina del Primo Ministro e comandante in capo delle forze armate, è stato da gennaio 1996 a novembre 2004, data della sua morte, Yasser Arafat, premio Nobel per la Pace nel 1994 insieme allo stesso Rabin. Il 4 settembre 1999 a Sharm el Sheik vengono firmati dal primo ministro Israeliano Ehud Barak e da Yasser Arafat nuovi accordi: Israele deve ritirarsi, in tre fasi successive, dall’11% della Cisgiordania. Il 6 febbraio 2001 Ariel Sharon eletto con il 62,4% dei voti diviene primo ministro di Israele.
L'economia palestinese è da sempre molto debole, sebbene sia costantemente cresciuta fino alla fine degli anni '90. Il riacutizzarsi dell'Intifada, a partire dal 2000, si riflette sull'andamento economico degli anni successivi, ma è con la costruzione del Muro voluto da Israele a partire dal 2003 che la situazione socioeconomica precipita. Nel 2006 il saldo di bilancio pubblico risulta fortemente negativo, mentre il debito estero totale corrisponde al 6,5% del Pil. Nel secondo semestre del 2007 il quadro politico interno nei Territori Palestinesi viene fortemente penalizzato dall'impasse istituzionale verificatasi a seguito della divisione di potere tra Fatah, che forma un nuovo Esecutivo in Cisgiordania, guidato da Salam Fayyad, su incarico del Presidente Abbas, e Hamas, che prende il controllo sulla Striscia di Gaza. La Comunita' Internazionale rinnova supporto politico e sostegno finanziario alla leadership del Presidente Abbas. Nel quadro delle politiche di rilancio dei Territori Palestinesi, viene presentato il Piano di Riforma e di Sviluppo palestinese con il quale il Governo Fayyad traccia i percorsi di un programma di risanamento e di rilancio delle finanze pubbliche.
Gli indicatori macro economici continuano nel frattempo a evidenziare un considerevole declino. Le performance di bilancio peggiorano nel primo trimestre del 2008 e il deficit raggiunge i 317 milioni di dollari. Viene coperto da grandi flussi di aiuti esterni pari a 526 milioni di dollari, grazie ai quali si arriva ad un surplus di 209 milioni di dollari. Il Pil reale registra nello stesso periodo un brusco calo stimato del 30% rispetto alla sua quota nel 1999. Il declino finanziario incide sulle condizioni socio-economiche nei TP: oltre il 66% della popolazione (il 49% della quale in Cisgiordania ed il 79% a Gaza) vive sotto la soglia di povertà. Un milione e 400.000 persone (su un totale di 3.8 milioni) vive in uno stato di insicurezza alimentare e ulteriori 500.000 corrono il rischio di rientrare in questo computo. Il livello più alto di insicurezza alimentare si registra a Gaza (56%) e tra i rifugiati (44%). Il posizionamento di oltre 630 ostacoli di varia natura lungo le principali vie di comunicazione, (59% in più da quando è stato firmato il Protocollo sulla Liberta' di Movimento e di Commercio nei Territori -Agreement on Movement Access), hanno di fatto diviso la Cisgiordania in quattro aree separate.
La situazione economica si aggrava ulteriormente dopo il 27 dicembre 2008, a seguito dell'operazione militare su Gaza, a causa delle irrisolte tensioni con i militanti di Hamas: vengono infatti distrutte infrastrutture pubbliche, abitazioni civili e aziende private. La popolazione di Gaza sopravvive oggi solo grazie agli aiuti internazionali e il cammino della ricostruzione è appena iniziato.
Qui di seguito sono riportati informazioni sintetiche sulla cooperazione internazionale, europea ed italiana nel paese
L' aiuto multilaterale è fornito dai seguenti Organismi Internazionali dell'Onu:
| E-mine | 2 progetti programmati per il 2008 | 393,1 |
| Fao | Budget 2008 | 7,3 |
| Unctad | 11 progetti attivi a gennaio 2008 | 2,3 |
| Undp | progetti attivi nel 2007 | 45 |
| Unep | 1 progetto attivo | n.d. |
| Unfpa | 1 programma attivo | 7,8 |
| Un Habitat | Programma per il periodo 2003 - 2007 | 1,37 |
| Unicef | Risorse finanziarie stanziate per il 2008 | 20,5 |
| Unido | 1 programma attivo a gennaio 2008 | 4,25 |
| Unifem | 1 progetto attivo a gennaio 2008 | n.d. |
| Unodc | 1 progetto attivo a gennaio 2008 | 0,424 |
| Unrwa | Budget approvato per il 2007 | 487,1 |
| Wfp | 2 progetti attivi nel 2007 | 116 |
| Who | Numero complessivo di progetti Undp attivi n. d. | n.d. |
| World Bank | 17 progetti attivi | 485,4 |
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Fonte: i dati riportati sono attinti dai siti istituzionali delle organizzazioni internazionali elencate. Importi in mln US$. |
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Nel 2005, ultimo dato complessivo raggiungibile, i Territori Palestinesi hanno ricevuto un totale di 1.102mln US$ come aiuto pubblico allo sviluppo (Aps). Circa il 53% del totale APS, cioè 584mln di US$, sono pervenuti sotto forma di aiuti bilaterali
(a sinistra, i principali paesi donatori; sotto, nel grafico, le aree d'intervento).

Data la forte instabilità che caratterizza il contesto socio-politico palestinese, la Commissione Europea non è stata in grado di stabilire un quadro strategico a medio termine. Per queste ragioni, dall'inizio della seconda Intifada, la programmazione dell'assistenza finanziaria è stata portata avanti su base annuale. Per l'anno 2007, i principali impegni finanziari della Commissione sono stati indirizzati verso le seguenti priorità:
Nel biennio 2006-2007 l'Ue ha allocato un totale di 890mln di euro in aiuti pubblici allo sviluppo per i Territori Palestinesi.
L'Italia ha una lunga e proficua storia di cooperazione nei Territori Palestinesi, nel corso della quale si é adattata a situazioni mutevoli, derivanti da una situazione geo-politica in continua evoluzione. Dal 1985 a oggi, il finanziamento italiano per le iniziative di cooperazione allo sviluppo nei Territori Palestinesi ammonta a 269,560mln di euro. Nell'agosto 2007 l'Italia, confermando il proprio impegno a fianco dell'Autorità Nazionale Palestinese, lancia con il Primo Ministro Palestinese, Salam Fayyad, un programma organico di Cooperazione. Principali obiettivi sono il consolidamento delle Istituzioni palestinesi e l'incoraggiamento a una crescita economica sostenibile:
Attualmente sono attive 38 iniziative per un valore complessivo di 59,599mln di euro, articolate nei diversi ambiti, come di seguito indicato:
