Dopo un lungo periodo di decrescita del Pil a causa delle guerra, negli ultimi anni, soprattutto grazie agli aiuti internazionali per la ricostruzione, il Paese registra una significativa crescita del Pil. Parallelamente migliora l’affidabilità e la disponibilità dei dati statistici, che secondo il Fmi indicano una crescita economica del 23% nel 2003/04, del 14% nel 2005/06 e del 7,5% nel 2006/07; si riduce anche il tasso di inflazione, che passa dall’oltre 240% del 1996 al 24% del 2004 e infine al 5,5% stimato per il 2007.
Negli ultimi anni i tassi di crescita più alti si registrano nelle costruzioni e nei servizi, trainati soprattutto dagli aiuti internazionali. Si espande in particolare l’economia informale, non contabilizzata dalle statistiche ufficiali, con un peso rilevante della coltivazione illegale dell’oppio che rappresenta, secondo stime del Fmi e dell’Unodc , i 2/3 della produzione mondiale.
Il rilancio del settore finanziario inizia nel 2003 con la riforma del sistema bancario e successivamente con la riforma fiscale, del settore pubblico e doganale. Grazie a questi interventi si prevede che l’autosufficienza del bilancio statale potrà raggiungersi entro il 2012.
La normativa doganale è stata semplificata grazie all’adozione di un nuovo Codice di regolamentazione. Oggi il regime commerciale afgano è libero e l’imposizione dei dazi doganali arriva fino al 25%. Secondo la Banca Centrale, il tasso di apertura al commercio internazionale (percentuale dell’export sul Pil) del Paese è attorno al 30%. Il tasso è decrementato rispetto al periodo bellico (nel 2001, ad esempio, si attestava sul 65%) per via del progressivo recupero della capacità produttiva interna e alla riduzione degli ostacoli alla libera circolazione delle merci entro il territorio nazionale. Le principali barriere all’ingresso per investitori e merci estere sono soprattutto il deficit di infrastrutture, il livello di legalità dei commerci e l’alto tasso di corruzione e di insicurezza interna.
Nel 2003 è stata istituita l’Afghanistan Investment Support Agency (AISA) quale referente unico per gli Ide (Investimenti Diretti Esteri). Sono stati riformati la legge sugli Ide nonché il Codice Commerciale, anch’esso semplificato. A tutela dell’investitore, l’Afghanistan è diventato membro del Multilateral Investment Guarantee Agency (Miga) della World Bank Group e sta stipulando accordi bilaterali per la promozione degli investimenti esteri, grazie ai quali è in atto un boom edilizio, trainato soprattutto da Stati Uniti e Germania, oltre che dalla Fondazione Aga Khan. Solo nel 2004 lo stock di Ide ammontava a 435 milioni di dollari, di cui 289 nelle costruzioni, 117 nei servizi, 28 nell’industria e solo 1,5 nel settore agroindustriale.
Oggi il Paese figura al 162° posto su 181 Paesi per “clima degli investimenti” (Rapporto “Doing Business 2009” della Banca Mondiale).
Gli aiuti internazionali destinati alla ricostruzione dell’Afghanistan da parte di oltre 60 Paesi riunitisi nella Conferenza di Berlino ammontano ad oltre 8,9 mld di US$ per il quinquennio 2004-2009. L’Aiuto allo sviluppo rappresenta, nel 2005, il 38.5% del Pil. Gli aiuti vengono destinati soprattutto al recupero dell’efficienza del sistema di finanza pubblica e al rafforzamento della capacità istituzionale del Governo, alla creazione di posti lavoro, al contrasto alla corruzione, alla ricostruzione delle infrastrutture.