A seguito delle decennali vicissitudini subite, il Paese oggi versa in uno stato di profondissima crisi economica e sociale e continua a pagare le conseguenze dei recenti conflitti. Sono tuttora in corso vaste operazioni militari contro i talebani condotte dall'esercito afgano e da formazioni internazionali e sono frequenti attentati e scontri armati; gli attacchi contro le basi dei talebani hanno spesso provocato stragi di civili.
La situazione relativa alla sicurezza risulta molto deteriorata, in particolare nelle zone lontane dai principali centri urbani dove maggiore è il controllo del Governo centrale. Ciò determina frequenti atti di banditismo e di ostilità nei confronti degli occidentali, soprattutto nelle zone meridionali e sud-orientali. Le mine antiuomo sovietiche rendono ancora pericolose vaste aree della nazione e resta alto il rischio di rapimenti.
Isaf conduce azioni militari contro i talebani e le forze a loro fedeli e mira a riportare l'intero territorio nazionale sotto il controllo del Governo centrale.
Intanto, il processo di ricostruzione dell’Afghanistan è giunto a una nuova fase: all’avanzamento dei lavori relativi allo sviluppo economico e sociale del Paese deve corrispondere il consolidamento della giustizia, elemento cruciale per lo sviluppo e la sicurezza. Il nuovo quadro di riferimento è la Temporanea Strategia per lo Sviluppo Nazionale Afgano (Ands), cui si è collegata la Conferenza internazionale Rule of Law in Afghanistan, organizzata dai governi italiano e afgano con la copresidenza delle Nazioni Unite, per tracciare una strategia dettagliata per il futuro. La Cooperazione italiana, tra gli altri interventi, ha sostenuto il sistema sanitario a Kabul e Baghlan; assicurato l'operatività delle comunicazioni stradali; e promosso progetti sociali in favore di donne.