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Popolazione: 25.067.000 (2005) Fasce di età (2005) 0-14 anni: 44.7% sulla pop. 15-29 anni: 26.7% sulla pop. 30-44 anni: 16.0% sulla pop. 45-59 anni: 8.5% sulla pop. Oltre 60 anni: 4.1% sulla pop. Densità di popolazione: 38 ab./Kmq Superficie: 647.500 kmq Moneta: Nuovo Afghani - Afn: 58,92 AFN per 1 Euro (12/07). |
Capitale: Kabul Lingua: Persiano afghano o Dari (ufficiale) 50%, Pashto (ufficiale) 35%, lingue turciche (principali Uzbeco e Turkmeno) 11%, 30 lingue minori (principali Balochi e Pashai) 4%, diversi bilingue Religione: musulmana sunnita 80%, musulmana sciita 19%, altre 1% Etnie: Pashtun 42%, Tajik 27%, Hazara 9%, Uzbek 9%, Aimak 4%, Turkmen 3%, Baloch 2%, altre 4% |
Rete ferroviaria: non esistente. Rete stradale: 34.782 km. Aeroporti: 12, di cui 2 internazionali (Kabul, Kandahar). Porti fluviali: 2 (Kheyrabad, Shir Khan).
Linee fisse 280.000 (2005). Telefoni cellulari: 2,5 milioni (2006). Internet (codice paese: af): 535.000 utenti, 21 host (2007).
Repubblica Islamica. Costituzione promulgata nel 2004. Elezioni a suffragio universale ogni 5 anni, con voto diretto del Presidente. Alle donne è riservato un quarto dei seggi in parlamento. Il Presidente può essere rieletto una sola volta.
Governo:Le ultime elezioni si sono svolte lo scorso agosto. Poiché nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza richiesta, è previsto un ballottaggio tra i due più votati.
Sistema legislativo: Bicamerale: Camera del Popolo (249 seggi) e Camera degli Anziani (102 seggi)
Sistema giudiziario: La Corte Suprema è formata da 9 giudici (in gran parte mullah) nominati dal capo del governo. La giustizia è principalmente amministrata dai Consigli degli anziani (Jirga), che decidono secondo tradizioni tribali. L'elaborazione di un testo di riforma del sistema giudiziario è affidata ad un gruppo di Paesi tra cui l'Italia, che ne ha la leadership effettiva.
Suddivisione Amministrativa: 34 province, a loro volta suddivise in distretti.
Informazione: L'indice di libertà di stampa del Paese è pari a 54.25, corrispondente al 149° posto (su 175) nel rank mondiale di riferimento di Reporters sans frontieres.
Dati al momento non disponibili.
Indipendente dal 1919 dal Governo britannico, l'Afghanistan ha conosciuto una significativa stabilità dal 1933 al 1973 sotto il Regno di Zahir Shah. Nel 1978 un colpo di stato instaura un regime comunista appoggiato dalle truppe sovietiche che, nel 1979, assumono il presidio diretto del Paese. Contro il regime e l'occupazione si sviluppa da subito una forte opposizione militare da parte di forze guerrigliere a base tribale nonché a base islamista (i Talebani), che costringono i sovietici a lasciare il Paese nel 1989. Il regime comunista riesce a mantenere il controllo della capitale e di altre aree del Paese fino al 1992, quando le forze di opposizione hanno il sopravvento e instaurano governi di unità nazionale centrati sull'alleanza tra Pashtun e Tagichi. Nel 1996 le milizie integraliste dei Talebani occupano Kabul, instaurando in tutto il Paese la legge islamica. Le principali forze di opposizione ai Talebani, riunite nell'Alleanza del Nord, prendono il controllo di alcune aree del Paese, ma senza conquistare la capitale. I Talebani restano al potere fino al 2001, anno della missione militare "Enduring Freedom" guidata dagli Usa a seguito del rifiuto del governo talebano di consegnare Osama Bin Laden, ispiratore degli attentati dell'11 settembre 2001 alle torri Gemelle di New York. L'intervento Usa-Nato provoca la rapida caduta del regime e l'avvio del processo di riforma democratica, legittimato dalle elezioni nel settembre 2005. Dal 2003 la Forza Internazionale di Assistenza e Sicurezza (Isaf) è sotto comando Nato, e attualmente conduce azioni militari contro i talebani e le forze a loro alleate per riportare l'intero territorio nazionale sotto il controllo del Governo centrale.
Al di là dei segnali positivi registrati negli ultimi anni, l'Afghanistan resta uno dei Paesi più poveri al mondo. Quasi tre decenni di conflitti hanno devastato le infrastrutture del Paese limitando fortemente, ancora oggi, la capacità di intervento del Governo.
La struttura economica del Paese è costituita per il 38% dal settore agricolo (tra cui va inclusa la produzione illegale dell’oppio, che nel 2005 ha raggiunto le 4.500 tonnellate), per il 24% dal settore industriale e per il 38% dal settore dei servizi.
L’unità monetaria dell’Afghanistan (Nuovo Afghani - Afn) è stata introdotto alla fine del 2002 in sostituzione alle tre in circolazione nel periodo di guerra.
Il Governo afgano sta realizzando un piano di riforma dell'economia con il supporto della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale nell'ambito del Progetto Poverty Reduction and Growth Facility" (Prgf).
Il tasso di crescita del Pil nel 2006/07, che si attesta sul 7.5%, indica uno sviluppo in atto.
Concorre allo sviluppo l'assistenza estera che, con il contributo dell'Italia, ha estinto il debito estero multilaterale del Paese (che aveva raggiunto quota 8 mld di US$, di cui 182 mln per l'Italia).
Qui di seguito sono riportati informazioni sintetiche sulla cooperazione internazionale, europea ed italiana nel paese
Nel 2005 l'Afghanistan ha ricevuto 2.775 mln di US$ come aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), pari al 38,5% del Pil. Circa l'80% è pervenuto sotto forma di aiuto bilaterale (di lato i principali paesi donatori, nel grafico sotto le aree d'intervento).
In base alla statistica Ocse nel 2007 l'Afghanistan ha ricevuto aiuti pubblici allo sviluppo per 3.951,08 mln Us$ (2.999,76 mln Us$, nel 2006), secondo dopo l'Iraq tra i Paesi beneficiari di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps). Nel 2007, l'Italia si è collocata al 9° posto (10° nel 2006) tra i donatori bilaterali e all'8° tra i Paesi Ocse (9°nel 2006).
L' aiuto multilaterale è fornito dai seguenti Organismi Internazionali dell'Onu:
| Adb | Prestiti approvati al dicembre 2006 | 892,3 |
| E-mine | 6 progetti attivi al 2007 | 92,9 |
| Fao | 4 progetti di cooperazione tecnica attivi al 2007 | 1,6 |
| UN Habitat | 4 progetti attivi al 2007 | 30,0 |
| Unama | Dati non disponibili | - |
| Unctad | 1 progetto attivo al 2007 | 5,0 |
| Unfpa | 9 progetti attivi al 2007. Importi non disponibili | - |
| Unhcr | Gli impegni finanziari per il 2007 | 52,2 |
| Unicef | Importo totale degli aiuti previsti | 16,0 |
| Unido | 3 progetti attivi al 2007 | 1,7 |
| Unifem | Dati non disponibili | - |
| Unodc | 21 progetti attivi al 2007. Importi non disponibili | - |
| Wfp | Importi stanziati nel periodo 2006-2008 | 378,0 |
| Who | 21 progetti attivi al 2007. Importi non disponibili. | - |
| World Bank | Prestiti attivi nel 2006 | 873,2 |
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Fonte: i dati riportati sono attinti dai siti istituzionali delle organizzazioni internazionali elencate. Importi in mln US$. |
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La strategia di cooperazione dell'Unione Europea si basa su due documenti strategici principali elaborati in collaborazione con il Governo nazionale.
Con il Country Strategy Paper l’Unione Europea si propone, nel periodo 2007-2013, di creare le pre-condizioni per uno sviluppo sostenibile e per la riduzione della povertà: stabilizzare il Paese e colpire il narcotraffico; rendere il Governo capace di fornire servizi a tutti i livelli, rafforzare lo Stato di diritto e salvaguardare i diritti umani di base. In particolare sono previsti tre settori tematici principali di intervento: Sviluppo Rurale, Governance e Salute. Al 2007 risultano attivi 21 progetti per un valore complessivo di 205 mln di Euro.
Il National Indicative Programme comprende, per il periodo 2007-2010, iniziative volte a fornire una maggiore assistenza a livello subnazionale, con particolare riguardo per alcune province settentrionali ed orientali. Il programma prevede uno stanziamento totale di 610 mln di euro.
Con riferimento al periodo 2001 - 2008 la Dgcs ha approvato iniziative per un totale di circa 440 mln di euro di cui 362 milioni risultano erogati. Nel periodo 2002 - 2008 la media delle erogazioni per l'Afghanistan si situa intorno ai 47 mln di euro l'anno. Va evidenziato il dato relativo al 2008, nel corso del quale sono stati erogati 71 milioni di euro e approvati nuovi programmi per oltre 138 mln a dono, risultato rilevante sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo in quanto tali finanziamenti sono allineati con la strategia nazionale di sviluppo afgana (Ands) e rispettano in pieno i principi dell'efficacia dell'Aps (in particolare va evidenziato che l'80% dei fondi approvati/erogati è stato utilizzato per sostenere interventi registrati nel bilancio afgano) e delle indicazioni Ocse/Dac sugli interventi negli Stati fragili).