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Popolazione: 29.6 mln (dati WB, 2009) Fasce di età: (stime 2009) 0-14 anni: 38.8% sulla popolazione 15-64 anni: 58.2% sulla popolazione Oltre 65 anni: 3% sulla popolazione Popolazione urbana: 67% (2008) Moneta: Dinaro iracheno / Iqd (1 euro = 1699 iqd, settembre 2009) |
Capitale: Baghdad Superficie: 434.128 kmq (dati Fmi) Lingua: arabo, curdo (ufficiale nel Kurdistan), turcomanno, assiro, armeno Religione: musulmani 97% (Sciiti 60%- 65%, Sunniti 32%-37%), cristiani e altri 3% Etnie: Arabi 75%-80%, Curdi 15%-20%, Turcomanni, Assiri e altri 5% |
Rete ferroviaria: 2.272 km; rete stradale: 44.900 Km; porti internazionali: Al Basrah, Khawr az Zubayr, Umm Qasr; aeroporti 105, di cui 4 internazionali (2008).
Telefonia fissa: 1,5 milioni (2005), usata solo da poche strutture pubbliche. Telefonia mobile: 14,021 milioni (2007). Internet: codice paese .iq; host: 3 (2008); utenti: 54.000 (2007)
Il 14 luglio 1958, un colpo di stato depone la monarchia (sotto tutela Britannica dal 1932) e instaura la Repubblica. La Costituzione è entrata in vigore il 15 ottobre del 2005, con approvazione a suffragio popolare universale. Le elezioni sono a suffragio universale per tutti coloro che hanno compiuto 18 anni. Le elezioni dei 275 membri del Consiglio si sono tenute nel dicembre 2005. Le prossime si terranno nel gennaio 2010.
Governo: L'Iraq è una democrazia parlamentare: capo di Stato dall'aprile 2005 è il presidente Jalal Talabani; vice presidenti, dall'aprile 2006, Adil Abd Al-Mahdi e Tariq al-Hashimi. Primo Ministro da maggio 2006 è Nuri al-Maliki.
Sistema legislativo: unicamerale, affidato al Consiglio dei Rappresentanti, composto da 275 membri eletti a lista chiusa con un meccanismo di rappresentanza proporzionale.
Organi legislativi: il Consiglio dei Rappresentanti ed il Consiglio Federale. Quest’ultimo, i cui membri saranno eletti da Regioni e Governatorati, non è ancora stato costituito. Il Consiglio dei Rappresentanti è composto da 275 parlamentari, di cui 70 donne che secondo la Costituzione devono essere in numero pari ad almeno il 25% dei deputati.
Sistema giudiziario: la Costituzione definisce come organi del potere giudiziario federale la Corte Suprema Federale, composta da nove membri nominati dal Consiglio di Presidenza; il Consiglio Giuridico Superiore, presieduto dal Presidente della Corte Suprema Federale, il quale si occupa di supervisionare la magistratura federale e amministra il budget; la Corte Federale di Cassazione; il Dipartimento di Azione Pubblica, la Commissione di Sorveglianza Giudiziaria e altre corti federali regolate in accordo con le leggi.
Suddivisione Amministrativa: 18 governatorati (muhafazat): la Regione del Kurdistan Iracheno è composta da tre dei diciotto governatorati .
Informazione: L'indice di libertà di stampa classifica il paese al 158° posto su 173 nel rank mondiale di riferimento di Reporters sans frontieres (2008).
L'Iraq è 128° su 177 Paesi nell'Indice di sviluppo umano.
Un tempo parte dell'impero ottomano, l'Iraq nel corso della prima guerra mondiale viene occupato dalla Gran Bretagna, che dal 1920 amministra la regione grazie al mandato della Società delle Nazioni. Nel 1932 l'Iraq diventa indipendente restando tuttavia sotto una forte influenza Britannica, dalla quale si libera totalmente con la rivoluzione del 14 luglio 1958, quando il colpo di stato operato dagli Ufficiali Liberi depone la monarchia e instaura la Repubblica. Si apre un periodo di grande instabilità nel Paese: numerosi colpi di stato si succedono fino al 1968, seconda rivoluzione baathista. Nel 1979 Saddam Hussein organizza una rivoluzione di palazzo che lo porta stabilmente al potere come presidente della Repubblica. La disputa con l'Iran trascina il paese in una logorante guerra lunga otto anni (1980-88). Nel 1990 l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq provoca l'intervento delle forze americane, affiancate da una coalizione internazionale Onu: è la prima guerra del Golfo, del gennaio/febbraio 1991. Liberato il Kuwait, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite chiede all'Iraq di distruggere tutte le armi di distruzione di massa e i missili a lunga gittata e di permettere alle Nazioni Unite un'ispezione di verifica. Nei successivi 12 anni l'inadempienza irachena verso alcune risoluzioni del Consiglio di sicurezza ha portato il paese a subire crescenti sanzioni internazionali, che hanno condizionato la ripresa dalle devastazioni belliche. La grave situazione umanitaria determinata dalle sanzioni viene solo in parte bilanciata dal programma Onu "Oil for food". Dopo gli attentati alle Twin Towers di New York del settembre 2001 l'Iraq viene accusato dagli Stati uniti, sostenuti anche dalla Gran Bretagna, di detenere armi di distruzione di massa e di sostenere al-Qaeda (l'organizzazione terroristica accusata degli attentati). Nel marzo 2003 una forza militare multinazionale a guida Usa-Gran Bretagna, priva dell'approvazione Onu, invade l'Iraq determinando la caduta di Saddam Hussein, sostituito, per il governo del paese, da una "Coalition Provvisional Authority", alla quale nel 2004 subentrano le istituzioni previste dalla Costituzione provvisoria promossa dalle Nazioni Unite con risoluzione 1546. La Transitional Administration Law prevede l'elezione di un'Assemblea Costituente incaricata di redigere una nuova Costituzione democratica: le elezioni si tengono nel gennaio 2005. Dopo discussioni protratte dal dicembre 2005 al maggio 2006, il Parlamento approva la formazione del nuovo governo guidato dall'attuale primo ministro Nuri al-Maliki. Il 31 dicembre 2008, l'Iraq riacquisisce la piena sovranita’: tutte le responsabilita’ di sicurezza sono trasferite al governo iracheno, che puo’ a sua richiesta beneficiare del sostegno delle forze americane destinate, sulla base degli accordi vigenti, a lasciare il Paese alla fine del 2011.
Le devastazioni conseguenti a circa 30 anni di conflitti - Iraq-Iran, prima e seconda guerra del Golfo - le sanzioni economiche internazionali, nonché - dopo il 2003 - gli attacchi terroristici ad opera di gruppi armati che si oppongono agli occupanti e al Governo centrale, le tensioni etniche e politiche interne frenano la ricostruzione e la ripresa delle attività produttive, bloccando la crescita economica i cui dati non sono sempre attendibili e aggiornati. Nel 2006, secondo il World Fact Book, la situazione economica irachena registrava un tasso di crescita reale del Pil pari all'1,9% annuo, mentre la struttura economica era costituita per il 5% dall'agricoltura, per il 68% dall'industria e per il 27% dai servizi. La diminuzione degli attacchi da parte dei ribelli e l'aumento delle condizioni di sicurezza in molte parti del paese stanno pian piano aiutando la ripresa economica. Resta il dominio del settore petrolifero, che tradizionalmente fornisce più del 90% dei guadagni derivanti dalle esportazioni. Progressi si stanno facendo anche nella creazione delle istituzioni necessarie per ridisegnare una politica economica. Nel 2008 i dati del World Fact Book mostravano una crescita reale del Pil pari al 7,8%, segno di una forte ripresa economica. Nel marzo 2009 il paese ha definito una Stand-by arrangement (Sba), una linea di credito che il Fondo Monetario Internazionale attiva per i paesi che ne fanno richiesta per sopperire a deficit temporanei della bilancia dei pagamenti. Se il paese viene considerato "solvibile", il Fondo formula alcune raccomandazioni cui la politica economica di quello Stato deve sottostare: a sua volta esso deve formulare una "dichiarazione di intenti", che comprende specifici impegni nella politica economica del governo. Il rimborso è previsto entro 3-5 anni, salvo dilazioni negoziabili alla scadenza. L'Sba permette una riduzione dell'80% sui debiti dovuti al Club di Parigi, che riunisce 19 fra i principali creditori mondiali.
Qui di seguito sono riportati informazioni sintetiche sulla cooperazione internazionale, europea ed italiana nel paese
Bilaterale
Nel 2007 l'Iraq ha ricevuto 9.094,32 milioni di US$ in aiuti bilaterali. (Fonte Oecd")

Multilaterale
L' aiuto è fornito dai seguenti Organismi Internazionali dell'Onu:
| E-mine | 17 progetti attivi al 2009 | 44,7 |
| Fao | 14 progetti attivi nel 2009 | 83,6 |
| Iom | 12 progetti in corso | n.d. |
| Unami | attività di monitoraggio delle iniziative di cooperazione | n.d. |
| Unctad | 11 progetti attivi al 2008 | 2,3 |
| Undp | 2 progetti attivi al 2009 | 3,5 |
| Un Habitat | 8 progetti in corso nel 2009 | 47 |
| Unhcr | aumentata la richiesta di fondi per i progetti nel paese | 299 |
| Unido | 5 progetti attivi al 2009 | 11,1 |
| Unifem | 1 progetto attivo al 2009 | n.d. |
| Wfp | 1 progetto al 2009 | 83 |
| World Bank | 20 progetti attivi nel 2009 | 817,1 |
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Fonte: siti istituzionali delle Organizzazioni internazionali elencate. Importi in mln $. |
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L'obiettivo dell'Unione Europea in Iraq, dove è impegnata negli aiuti umanitari dal 1992, è di contribuire alla sicurezza, alla stabilità, all'unità, alla prosperità ed all'instaurazione della democrazia nel Paese, affinché i diritti umani siano rispettati e le minoranze protette. La Commissione ha erogato dal 2003 al 2008 933,1 mln di euro. I progetti si sono concentrati sull’educazione, sul sostegno al processo elettorale e alla riforma costituzionale, su IDPs e rifugiati e su altri settori. La Commissione stà al momento elaborando il primo “country strategy paper” quinquennale con disponibilità di circa 20 milioni di euro l’anno e possibilita’ di joint-programming con i Paesi membri UE. E’ imminente la conclusione di un Accordo di Commercio e Cooperazione.
La maggior parte del finanziamento, circa 600 mln di euro, è andata all'Irffi, International Reconstruction Fund Facility for Iraq - di cui risulta essere il principale donatore, coprendo il 46% del totale dei finanziamenti ricevuti . Nel 2009 la quota finanziata nell'Irffi è salita a 772 mln di euro. Per gli aiuti umanitari, nel 2007 la Commissione ha stanziato 17,8 mln di euro. La difficile condizione di sicurezza nel paese ha causato difficoltà per la distribuzione di prodotti indispensabili quali acqua, prodotti sanitari e igienici nelle diverse aree del paese. Nello stesso 2007 la Commissione ha istituito un fondo di 7,8 mln di euro per sostenere i 2,3 milioni di profughi. Questa assistenza provvede a fornire protezione e soccorso non solo ai profughi iracheni, ma anche ad altri nuclei in difficoltà, incluse le comunità ospiti, colpite dal conflitto. La Commissione supporta inoltre il Comitato internazionale della Croce Rossa nell'organizzazione di attività d'aiuto volte a fornire acqua, prodotti sanitari e operazioni di protezione.
Fin dal maggio 2003 l'intervento italiano in Iraq ha avuto come obiettivo principale lo sviluppo e la ricostruzione in chiave democratica delle istituzioni del Paese, nella prospettiva di restituire agli stessi iracheni la gestione delle proprie amministrazioni, attraverso un'azione in tre ambiti principali:
Sono stati portati a termine complessivamente 500 progetti per un totale di oltre 300 mln di euro, ai quali si aggiungono i 30 mln a dono della Dgcs per il 2009, principalmente destinati a capacity building in diversi settori: sanità, gestione delle acque, ambiente, agricoltura, trasporti, patrimonio archeologico, good governance, rule of law, riconciliazione nazionale e diritti umani, sviluppo del settore privato, oltre ad attività nel settore della sicurezza (in particolare a partire dal 2007 attraverso la Nato Training Mission).
In base al Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione sono inoltre previsti 400 milioni di crediti d'aiuto, 100 dei quali già impegnati in favore di agricoltura e irrigazione.
Tra le diverse iniziative che hanno coinvolto istituzioni, associazioni, realtà imprenditoriali italiane e irachene 115 sono i progetti portati avanti sotto l'etichetta "L'Italia per l'Iraq", la cui attività, in accordo con le autorità locali, viene coordinata dal nostro ministero degli Affari esteri mediante una specifica "Task Force Iraq" - prima di pertinenza della Direzione Generale per i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, ora della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo - che si avvale sul territorio della collaborazione di esperti impiegati a vario titolo a Baghdad, nel Dhi Qar e nella Regione del Kurdistan iracheno.
In Iraq è attiva anche l'Unità di sostegno alla Ricostruzione/Usr, che opera attualmente soltanto con personale civile: i progetti di sua competenza sono 78 per un valore complessivo di 42,7 mln di euro.