
Il quinto World Water Forum si tiene a Istanbul dal 16 al 22 marzo.
Il tema-guida di questa edizione del Forum è “Bridging divides for water”: e la scelta di organizzarlo a Istanbul, storico crocevia tra est e ovest, e tra Europa e Asia, non poteva essere più felice.
La presenza dell' Italia al Forum sarà focalizzata su tre temi principali: il finanziamento della risorsa acqua; la cultura dell'acqua e la gestione dei bacini idrici.
La questione principale per il finanziamento dell'acqua riguarda in sostanza la co-partecipazione degli attori pubblici e privati: con la crescita dei costi, non si può procastinare una forma di partnership coerente con il settore privato per gestire la risorsa acqua. La Pubblica Aministrazione è consapevole della necessità di regole e di un codice di comportamento, condivisi dai differenti attori, e che veda la partecipazione e il coinvolgimento anche della società civile.
Promuovere una cultura dell'acqua vuol dire sottolineare l'importanza dell'educazione, della formazione e di un efficace capacity building nel settore acqua. E' di estrema importanza che tra la gente, specialmente i più poveri, cresca la consapevolezza del valore della risorsa acqua, in modo da promuovere gradualmente una cultura dal basso del risparmio dell'acqua.
Quanto alla gestione dei bacini idrici, l'Italia proporrà il caso del bacino della valle del Po, come esempio di buona pratica di gestione, da condividere e confrontare con altri bacini idrici in tutto il mondo.
Anche se la superficie terrestre è coperta per il 71% di acqua, questa è costituita per il 97,5% da acqua salata. L’acqua dolce è per il 68,9% contenuta in ghiacciai e nevi perenni, per il 29,9% nel sottosuolo e solo lo 0,3% è localizzata in fiumi e laghi, e quindi potenzialmente disponibile. Tale quantità corrisponde allo 0,008% dell’acqua totale del pianeta. Si tratta di un quantitativo irrisorio, distribuito in modo ineguale sulla superficie terrestre. La maggior parte di essa, infatti, è concentrata in alcuni bacini in Siberia, nella regione dei grandi laghi in Nord America, nei laghi Tanganika, Vittoria e Malawi in Africa, mentre il 27% è costituita dai cinque più grandi sistemi fluviali: il Rio delle Amazzoni, il Gange con il Bramaputra, il Congo, lo Yangtze e l’Orinoco.
L'accesso all'acqua
Nel mondo, un miliardo e 400 milioni di persone del pianeta non hanno accesso all’acqua potabile. Il rischio è che nell’anno 2025, quando la popolazione supererà gli 8 miliardi di esseri umani, il numero delle persone senza accesso all’acqua potabile aumenti a più di 3 miliardi. In media ogni abitante del pianeta consuma oggi il doppio di acqua rispetto all’inizio del 1900, e globalmente, il consumo mondiale di acqua è circa decuplicato solo nell’arco di un secolo. Negli ultimi cinquant’anni la disponibilità d’acqua è diminuita di tre quarti in Africa e di due terzi in Asia. La FAO prevede che nel 2000 saranno almeno 30 i paesi che dovranno far fronte a crisi idriche croniche. In Africa la disponibilità di acqua potabile, reti fognarie e servizi igienici è ancora molto lontana da uno standard accettabile, soprattutto nelle aree rurali, dove meno del 60% della popolazione dispone di acqua potabile e meno della metà di servizi igienici. In Papua Nuova Guinea il 70 % della popolazione non ha accesso all'acqua, in Zambia la percentuale è del 73% e in Burkina Faso sale al 78%.