AFGHANISTAN: LA PAROLA AL DIRITTO (Luglio 2007)
La Conferenza di Roma
Dalla fine della guerra, oltre cinque anni fa, per la Comunità internazionale la ricostruzione dell’Afghanistan è impegno prioritario. Molti sono i risultati fin qui raggiunti, stabiliti nel corso del tempo attraverso incontri, conferenze, accordi, memoranda che ne hanno disegnato il percorso. Il processo appare ora giunto a una nuova fase: all’avanzamento dei lavori relativi alla ricostruzione economica e sociale del Paese deve corrispondere il consolidamento della giustizia, elemento cruciale per lo sviluppo e la sicurezza. A stabilire il nuovo quadro di riferimento, entro cui inscrivere tutte le diverse attività di ricostruzione, è la Temporanea Strategia per lo Sviluppo Nazionale Afgano (Interim Afghan National Development Strategy/I-Ands), nata dall’Afghanistan Compact, accordo siglato nel febbraio 2006 a Londra. All’Ands e al suo quadro di riforme, che delinea un percorso dettagliato per il settore del Diritto, si collega la Conferenza internazionale “Rule of Law in Afghanistan”, organizzata dai governi italiano e afgano con la copresidenza delle Nazioni Unite. Richiamata dalla risoluzione 1746/2007 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, articolata in due giornate di lavori, il 2 e 3 luglio, presso il Ministero degli Affari Esteri, la Conferenza intende tracciare una strategia dettagliata per il futuro, sostenuta dall’impegno sia del Governo afgano sia dei partner internazionali, anche attraverso l’individuazione di nuove forme di finanziamento per il funzionamento della Giustizia.
Supporto tecnico: dalla Farnesina una roadmap
Dal 2005 l’Ufficio Italiano supporta l’attività del Ministero della Giustizia, della Procura Generale e della Corte Suprema avvalendosi dell’esperienza di vari consiglieri giuridici internazionali tra cui tre consiglieri egiziani. La consulenza prestata dagli esperti ha portato all’elaborazione di una ricerca sulla struttura, le lacune e le necessità del Ministero della Giustizia e a una proposta di legge per la ristrutturazione della Procura Generale. Agli stessi consiglieri giuridici è stato affidato un ruolo cruciale nella predisposizione dei rispettivi documenti strategici quinquennali al centro dei lavori della Conferenza di Roma per l’elaborazione della futura roadmap di intervento dei donatori internazionali.
Attraverso i propri fondi locali l’Ufficio Giustizia fa fronte alle diverse esigenze delle autorità giudiziarie, inclusi gli schemi retributivi, la fornitura di attrezzature tecniche e di materiale di lavoro o di studio. Allo stesso modo sarà, eventualmente, possibile far fronte alla temporanea necessità economica derivante dalla proroga del contratto di affitto del
Centro di Riabilitazione Giovanile (Juvenile Rehabilitation Centre) di Kabul, in attesa che le nuove strutture entrino in funzione.
Necessità di un coordinamento internazionale
Per impulso determinante di Italia e Unama, alla fine di ottobre 2006 viene creato il Gruppo di coordinamento internazionale per la riforma della giustizia (International Coordination Group for Justice Reform/Icgjr), con l’intenzione di riunire i principali attori politici attivi nella ricostruzione e sviluppo del sistema giudiziario afgano e di stabilire metodi concertati di intervento. I primi incontri dell’Icgjr sono stati dedicati alla ricognizione delle attività in corso o programmate da ciascun donatore, con specifica indicazione delle agenzie realizzatrici e delle province interessate. Sono stati anche la sede destinata a preparare e discutere gli esiti dei diversi appuntamenti internazionali che hanno come oggetto la giustizia in Afghanistan, dalla conferenza di Dubai del dicembre 2006 alla Conferenza di Roma.