
Dal 2001 al 31 dicembre 2010, la Cooperazione italiana ha erogato finanziamenti destinati soprattutto agli aiuti umanitari e al settore infrastrutturale anche se, tra i diversi interventi, ha sostenuto il sistema sanitario a Kabul e Baghlan, assicurato l'operatività delle comunicazioni stradali e promosso progetti sociali in favore delle donne. Complessivamente sono stati deliberati circa 516 milioni di euro per iniziative bilaterali e multilaterali sui canali ordinario e di emergenza. Negli ultimi anni, in seguito al riconoscimento da parte dell'Italia della Repubblica Islamica dell'Afghanistan, si è registrato un rinnovato impulso alla realizzazione di progetti a sostegno dello sviluppo economico, ma anche della promozione delle istituzioni e della società civile.
Nel corso del 2007, gli interventi di cooperazione finanziati dall'Italia a favore dell'Afghanistan ammontavano a circa 66 milioni di euro, di cui circa 28,1 a carico dei fondi ordinari della Dgcs. Nel 2008 risultavano in corso complessivamente 26 iniziative, per un importo totale di 82,5 milioni di euro, le più rilevanti delle quali si riferivano ad azioni di sostegno al settore pubblico, ad iniziative di sviluppo sociale e umano - istruzione, formazione, sanità, cultura, immigrazione - e ad azioni trasversali - la costruzione della strada Maidan Shar-Bamyan e un intervento d'emergenza a favore delle popolazioni della Provincia di Herat. A fine 2010 erano 48 le iniziative risultate attive, per un importo totale complessivo di circa 208,4 milioni di euro. Il processo di ricostruzione del Paese, attualmente, si basa sull' Ands/Afghanistan National Development Strategy, approvata nell'aprile 2008 dal governo del presidente Hamid Karzai e accettata poi dalla comunità internazionale come strategia di riduzione della povertà basata sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. (Vedi, a destra, grafici). All'avanzamento dei lavori relativi allo sviluppo economico e sociale del Paese deve corrispondere il consolidamento della giustizia, elemento cruciale per lo sviluppo e la sicurezza.
La Conferenza di Kabul, tenutasi il 20 luglio 2010, con la partecipazione dei rappresentanti di oltre 70 Stati e delle principali organizzazioni internazionali e regionali riuniti per discutere i piani del governo afgano per lo sviluppo, la governance e la stabilità del Paese, è stata l'occasione per esprimere l'impegno della comunità internazionale innanzitutto rispetto a due ordini di obiettivi:
Le iniziative promosse dalla Dgcs sono dunque allineate con queste priorità:
. Agricoltura e sviluppo rurale: nel 2010 sono stati erogati finanziamenti per 20.6 milioni di euro al National Solidarity Programme /Programma Nazionale di Solidarietà e per 6.2 milioni di euro al programma di Sostegno all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale
. Infrastrutture: dal 2003 l'Italia finanzia la costruzione della strada Bamyan-Maidan Shar, per un contributo complessivo di 103 milioni di euro, in gran parte diretti al ministero dei Lavori Pubblici afghano, responsabile ultimo della costruzione
. Sviluppo economico: nel 2010 si è sostenuto un programma di microcredito del valore di 6.7 milioni di euro, con finanziamenti in gran parte diretti a favore dell'istituzione governativa Misfa/Microfinance Investment Facility for Afghanistan, che consentirà l'erogazione di prestiti a piccole imprese e famiglie con vocazione imprenditoriale, con un occhio di riguardo rivolto anche al potenziale imprenditoriale di donne e gruppi vulnerabili (sfollati e minoranze sociali)
. Sviluppo delle risorse umane e governance: alla fine del 2009, è stato finanziato il National Institution Building Project, gestito da Undp, attraverso il quale è possibile finanziare posizioni di consulenti ed esperti regionali e/o internazionali mirate ad attività di formazione dei funzionari delle istituzioni coinvolte. Sono stati inoltre avviati due programmi per la formazione di figure professionali destinate al governo del territorio di Herat in collaborazione con l'Università di Firenze e di assistenza e formazione sui temi della governance con l'Università di Genova.
Alla realizzazione di tutte le iniziative della Dgcs sono chiamati tutti i componenti dei due epicentri della Cooperazione italiana in Afghanistan: l'Utl di Kabul e l'ufficio di Herat. Complessivamente vivono e lavorano in queste due sedi una ventina di italiani, che seguono sia i progetti di emergenza sia i programmi di sviluppo, la loro ideazione, l'esecuzione e la verifica della puntuale attuazione, siano esse iniziative realizzate direttamente o attraverso istituzioni afghane e/o organismi internazionali. Ad affiancare il team italiano circa cinquanta afghani, divisi tra le due sedi, chi con incarichi relativi alle specifiche attività di cooperazione, chi con mansioni più squisitamente logistiche.