
Un settore prioritario per la Cooperazione italiana
La Cooperazione italiana colloca al primo posto tra i Settori prioritari d'intervento l'Agricoltura e la Sicurezza alimentare.
La Direzione Generale, nelle Linee Guida per il triennio 2011-2013, ha annunciato che il nostro Paese continuerà a partecipare al processo di formazione di un Partenariato Globale per la sicurezza alimentare, sostenendo i processi avviati con l’Afsi (Aquila Food Security Initiative), lanciata nel 2009 in occasione della Presidenza italiana del G8. Tale partenariato prevede il rafforzamento dell’azione del Comitato per la Sicurezza Alimentare (Cfs nella sua sigla inglese) il cui scopo principale è di facilitare la cooperazione tra le Agenzie del Polo agricolo romano.
Nei confronti di queste ultime, continuano a indirizzarsi in maniera prioritaria i fondi del canale multilaterale della Cooperazione, anche tramite iniziative umanitarie e di emergenza. In ambito G20, l'Italia è impegnata attivamente alle ipotesi di sviluppo di meccanismi innovativi per incentivare la produttività agricola (tra cui strumenti del tipo Advanced Market Committment -Amc), sostenendo eventuali iniziative per controllare e mitigare gli effetti negativi della elevata volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli e definire idonei sistemi per monitorare il rispetto da parte delle società e dei Paesi G20 dei principi dell’Investimento Responsabile in Agricoltura (RAI) al fine di ridurre gli effetti negativi dell'accaparramento di terre (il cosiddetto Land Grabbing).
La Cooperazione Decentrata
I mutamenti intercorsi nell’ultimo decennio hanno registrato il moltiplicarsi degli attori delle attività di cooperazione e accentuato la complessa ricchezza delle relazioni internazionali, stimolando una grande varietà di rapporti e di forme di azioni. In tale nuovo scenario, le Regioni ed Enti Locali e i diversi attori dei territori promuovono processi relazionali internazionali con diversi partner dei Paesi in via di sviluppo. Ciò si traduce in nuove
dinamiche istituzionali e operative.
Le Linee Guida della Cooperazione Decentrata approvate nel marzo 2010 dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs) hanno l’obiettivo di portare a sistema questo potenziale, massimizzandone gli effetti a favore dello sviluppo reciproco e cercando di superare gli elementi di debolezza tuttora persistenti. In tale processo di rinnovamento, sono emerse nuove forme di linguaggio. La Cooperazione Decentrata opera da tempo nel campo dello Sviluppo Sostenibile. L’importanza della dimensione territoriale e l’esigenza di agire contemporaneamente a livello globale e locale, anche quando si tratta di prevenire e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, danno valore alla sua azione.
Gli assi prioritari della cooperazione transfrontaliera e transnazionale e delle reti di Cooperazione Decentrata a livello internazionale ed europeo includono come ambiti di azione: la protezione ambientale; l’auto-sufficienza alimentare; la gestione sostenibile delle risorse naturali; l’efficienza energetica e il sostegno alla green economy. Il turismo sostenibile, il patrimonio culturale, la protezione dell’ambiente e della biodiversità, lo sviluppo rurale multi-funzionale rappresentano, da parte loro, una valorizzazione del patrimonio locale e ambiti che collegano saperi, ricerca, formazione alla generazione di reddito e sostenibilità.