
Il Ministro Frattini ha recentemente ricordato il forte impulso politico fornito dal Vertice G8 de L’Aquila per favorire la condivisione dell’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a un massimo di 2°C con i Paesi del Major Economies Forum.
Per quanto riguarda in particolare la Cooperazione italiana, i cambiamenti climatici sono stati inclusi tra le Linee guida per il periodo 2009-2011 dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina.
I progetti per la gestione e riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici hanno l’obiettivo di raggiungere la stabilizzazione delle concentrazioni di gas a effetto serra nell’atmosfera a un livello tale che sia esclusa qualsiasi pericolosa interferenza delle attività umane sul sistema climatico. Tale livello deve essere raggiunto entro un periodo di tempo sufficiente per permettere agli ecosistemi di adattarsi in modo naturale ai cambiamenti di clima e per garantire che la produzione alimentare non sia minacciata e che lo sviluppo economico possa continuare a un ritmo sostenibile. Si tratta di fornire ai Paesi in via di sviluppo strumenti finanziari e tecnici sempre più adeguati che li mettano – per quanto possibile – al riparo dagli effetti dei cambiamenti climatici, favorendone anche scelte di politica economica sostenibile.
La Cooperazione Italiana, attraverso il Fondo della Banca Mondiale dedicato ai cambiamenti climatici nella regione Medio Oriente e Nord Africa (Mena), mette a punto interventi coordinati in queste zone “a rischio”, con particolare riferimento a Paesi quali Egitto, Marocco, Tunisia, Libano e Yemen. Numerosi anche gli interventi di emergenza provocati da cicloni, inondazioni e altri fenomeni dovuti ai cambiamenti climatici.
L’intervento della Cooperazione allo Sviluppo intende inoltre affiancare e coadiuvare i meccanismi del Protocollo di Kyoto destinati a incentivare gli investimenti che permettano di ridurre le emissioni e mitigare gli effetti più gravi dei cambiamenti climatici, coadiuvando l’azione di altri dicasteri, quali il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico.
Da parte loro, Ong e movimenti della società civile italiana sono intervenuti nel dibattito e nella preparazione di materiali per la Conferenza di Copenhagen. Tra gli altri, per esempio, può essere utile segnalare l'appello predisposto dalla Focsiv per la Campagna "Crea un clima di giustizia" e consegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le firme: una iniziativa inserita nel più ampio contesto della campagna internazionale Poverty and Climate justice, promossa dalla Rete delle agenzie di sviluppo della Chiesa cattolica in Europa e Nord America e da Caritas Internationalis.
"Change" è lo slogan della Campagna europea per convincere ciascuno di noi a controllare - anche a livello personale - i cambiamenti climatici.
Il Wwf propone, nella stessa prospettiva, di calcolare la tua impronta di carbonio: per soddisfare la domanda di energia che serve a riscaldare e illuminare la tua casa, alimentare la tua auto, far volare gli aerei e i treni su cui viaggi, viene bruciata una quantitá sempre crescente di combustibili fossili come carbone, gas e petrolio. Questo processo genera anidride carbonica, che è il gas maggiormente responsabile dell'effetto serra e quindi del riscaldamento climatico globale. Scopri quanto le tue attivitá quotidiane contribuiscono alle emissioni di anidride carbonica nell’arco di un anno e dunque incrementano i cambiamenti climatici. Attraverso alcune domande, il calcolatore misurerà la tua impronta di carbonio e ti mostrerà la differenza tra il tuo stile di vita, quello dell'italiano medio e quello dell'abitante medio del pianeta, raffrontati con l'obiettivo di forte riduzione auspicato dalla comunità scientifica internazionale per contrastare i cambiamenti climatici. Usa questo strumento per valutare il peso del tuo stile di vita in modo da poter individuare i comportamenti che incidono maggiormente e agire su di essi per ridurre le tue emissioni.