
La cooperazione tra l’Unione Europea e i paesi africani è iniziata nel 1957 con la firma del Trattato di Roma con cui nasceva la Comunità Economica Europea (Cee). Nella sua quarta parte il Trattato prevedeva la creazione di un Fondo europeo per lo sviluppo (Fed)
mirante a fornire un aiuto tecnico e finanziario ai paesi africani che erano ancora colonie.
Convenzione di Yaoundé I (1963)
Firmata tra i 18 paesi africani associati nell’Eama e la Cee, questa convenzione assegna aiuti e vantaggi commerciali ai paesi ex colonie.
Convenzione di Yaoundé II (1969)
Estende gli aiuti a altri tre paesi e stanzia una quota rilevante del Fed per infrastrutture nell’Africa francofona.
Convenzione di Lomé I (1975)
A seguito dell’ingresso dell’Inghilterra nella Cee, la Convenzione estendeva il programma di cooperazione a alcuni paesi non africani del Commnwealth. Nasce l’acronimo Acp (Africa, Carabi, Pacifico). I paesi diventano 46. Questa convenzione istituisce il sistema delle quote preferenziali per lo zucchero, le banane e la carne bovina. Istituisce il regime Stabex per finanziare le perdite sui prodotti agricoli derivanti dalle fluttuazioni dei mercati.
Convenzione di Lomé II (1979)
Istituisce il regime Sysmin per finanziare le perdite sui prodotti minerari derivanti dalle fluttuazioni dei mercati.
Convenzione di Lomé III (1984)
Questa convenzione modifica l’orientamento degli aiuti, abbandonando la promozione dello sviluppo industriale per lo sviluppo autonomo, fondato sulla autosufficienza e sicurezza alimentare.
Convenzione di Lomé IV (1990)
E’ la prima convenzione di durata decennale con una revisione intermedia. Per la prima volta il rispetto dei diritti dell’uomo, dei principi democratici e dello stato di diritto diventano elementi essenziali della Convenzione. I paesi che non li rispettano si vedranno negare gli aiuti. Altri punti sono: il rafforzamento del ruolo delle donne nella società, la protezione ambientale, la cooperazione decentrata con la partecipazione attiva della società civile e la promozione del settore privato.
Accordo di Cotonou (2000)
Preceduto da un ampio dibattito critico sui risultati di 25 anni di cooperazione (Libro Verde) è firmato da 71 paesi Acp per la durata di 20 anni.
Viene introdotto un nuovo approccio alla cooperazione, con riguardo al contesto istituzionale e politico nel paese partner; alla partecipazione della società civile, a strategie di sviluppo mirate alla riduzione della povertà, all'insufficiente impatto delle preferenze commerciali non reciproche. (Accordo di Cotonou)
Gli Stati membri degli Acp (Africa, Caraibi e Pacifico) sono 79 nei tre continenti.
Nel documento allegato, abbiamo raccolto i link ai siti governativi di ciascun Paese membro, i link ai siti dove sono descritti rapporti tra ciascuno Stato e l'Unione Europea, e i dati sulla superficie e la popolazione.