
Le ragioni dietro la scelta degli interventi
La città di Herat é collocata nell’ovest dell’Afghanistan, vicino al confine con Turkmenistan e Iran, collocazione che fa di Herat un rilevante centro di scambio commerciale con i Paesi confinanti. Soprattutto negli anni passati, questa sua posizione chiave insieme ad altri fattori, come ad esempio lo scarso controllo del traffico di merci al confine, hanno contribuito a rendere la città una delle più sviluppate del Paese. Nonostante questa sua posizione di crocevia commerciali abbia contribuito a rendere la città una delle più sviluppate del Paese, la povertà é ancora ben visibile soprattutto in alcune aree della città. In particolare va sottolineato che, anche se la prima impressione è quella di una città ben strutturata con tutte le infrastrutture necessarie e con i principali servizi (in particolare, scuole, cliniche, fornitura di acqua e di corrente elettrica), ciò non é corrisposto da un effettivo utilizzo di suddetti servizi da parte delle fasce più vulnerabili della popolazione.
La crescita economica non ha infatti raggiunto le periferie e non ha apportato alcun miglioramento nella vita delle fasce più vulnerabili; in anni recenti, queste ultime sono state ingrandite dall’arrivo di un ampio numero di migranti dalle aree rurali e dai ritornati dall’Iran. In particolare questi due ultimi fattori hanno aggravato la pressione sul già congestionato mercato del lavoro, aumentando la competizione per l’accesso al mercato del lavoro giornaliero e delle attività generatrici di reddito a livello domestico e incrementando ulteriormente la pressione sul settore della piccola imprenditoria. L’accesso al mondo del lavoro é inoltre caratterizzato da informalità, irregolarità, stagionalità e alta competizione. Le fasce più vulnerabili sono quindi costrette ad affrontare un’ampia serie di problematiche, tra cui la scarsa conoscenza del mercato o l’impossibilità di accedere a forme di credito formale esistenti; la scarsa conoscenza di queste forme di credito che si stanno lentamente sviluppando nel Paese, é un chiaro handicap per lo sviluppo di attività micro-imprenditoriali.
Le iniziative di Cesvi e Intersos, promosse dalla Dgcs, si propongono quindi di rilanciare corsi di formazione, strutturandoli maggiormente e dando maggiore rilevanza al momento successivo alla formazione professionale.
Dopo aver soccorso i profughi afghani in Tadjikistan, Cesvi, con la fine della guerra, è intervenuto in Afghanistan a partire dal novembre 2001. Gli interventi si sono concentrati soprattutto nella ricostruzione delle scuole. Nel 2004, i pericoli per la sicurezza del personale hanno costretto il Cesvi a sospendere le attività nel Paese. Alla fine del 2005 le attività sono riprese con un nuovo progetto a favore delle donne e dei giovani. Dal 2007 Cesvi ha realizzato interventi di emergenza e sviluppato progetti nel settore della formazione professionale nella città di Herat.
Nel corso del 2008 il Cesvi si è insediato stabilmente in città, inaugurando la nuova sede e realizzando due iniziative finanziate dalla Cooperazione Italiana:
1. Sostegno alla reintegrazione delle fasce piú vulnerabili della provincia di Herat attraverso attivitá generatrici di reddito
L’obiettivo dell' iniziativa è “Contribuire alla reintegrazione socio-economica di donne e giovani vulnerabili, mediante lo sviluppo di opportunità di potenziamento delle capacità e di generazione di reddito” e “Facilitazione dell’accesso nel mondo del lavoro attraverso il rafforzamento del network tra le varie istituzioni, organizzazioni coinvolte e i beneficiari”. Nel corso del 2008, l'Ong ha equipaggiato 3 centri di formazione situati nella città di Herat e promosso corsi di: carpenteria, falegnameria, idraulica, sartoria, ricamo tradizionale, artigianato, fotografia, informatica, estetica. Il numero totale di beneficiari, inclusi i formatori locali, è di 292, di cui 160 donne e 132 uomini. Il 30% del totale è rappresentato da profughi rientrati dall’Iran.
2. Sostegno al sistema sanitario di Herat attraverso l’equipaggiamento dell’ospedale pediatrico di Herat
L’obiettivo dell’intervento è “Contribuire al miglioramento del servizio sanitario attraverso l'equipaggiamento dell'ospedale pediatrico nella città di Herat e rafforzare la professionalità di personale dell'ospedale su aspetti tecnici e sulla gestione amministrativa. Il progetto attualmente si avvia verso la fase conclusiva.
L’obiettivo dell’iniziativa che attualmente sta volgendo al termine, è migliorare le condizioni di vita delle fasce più vulnerabili della popolazione afgana attraverso la realizzazione di attività generatrici di reddito e auto-sostentamento alimentare, nello specifico: incrementare il reddito familiare e l’ accesso a prodotti alimentari di base attraverso l’allevamento di capre, la realizzazione di orti familiari e la vendita dei prodotti in eccedenza per entrambe le attività sui mercati locali. I risultati dell’intervento hanno fatto sì che 300 famiglie hanno incrementato il proprio reddito familiare grazie alla vendita di prodotti sui mercati locali, hanno accesso ai mercati locali per la vendita di prodotti latteo/caseari e ortofrutticoli, hanno incrementato la soddisfazione del proprio fabbisogno giornaliero di latte e carne e di prodotti ortofrutticoli. Inoltre 300 donne sono fornite di strumenti (terorico-pratici) per l’allevamento di capre, conservazione/utilizzo di latte e carne e sono fornite degli strumenti (terorico-pratici) per la realizzazione di orti familiari.
Il progetto è stato realizzato nei distretti di Injil e Karouch, tra i più poveri della periferia di Herat.
2. Risposta all’emergenza dei ritornati e deportati nella provincia di Herat e reinserimento sociale dei vulnerabili tramite corsi di formazione nel settore artistico e artigianale
- I piú vulnerabili tra i ritornati e/o deportati della provincia di Herat sono direttamente assistiti tramite fornitura di beni di prima necessitá, denaro e shelter provvisori;
- Beneficiari scelti tra la popolazione vulnerabile, ma anche tra coloro che vantano un background artistico (famiglie di artigiani, studenti universitari), accedono a quattro differenti corsi di formazione intensiva (tessitura appeti, calligrafia, ceramica, vetro artistico);
- Una volta formati nello specifico settore artistico, i beneficiari acquisiscono capacitá commerciali tramite corsi che permettono loro un coerente approccio al mercato locale;
- Grazie ai corsi i beneficiari possono dare vita ad attivitá generatrici di reddito;
- La comunitá locale ed internazionale entra in contatto con modalitá di produzione artistiche miranti al ricupero della tradizione artistica afgana
Il progetto si inserisce in due settori paralleli e fortemente integrati: la risposta all’emergenza deportati e/o ritornati che la provincia si appresta a ricevere, all’assistenza agli orfani e ai disabili, affiancate ed integrate dal settore della formazione professionale e del reinserimento socioeconomico, nello specifico delle attività generatrici di reddito nel settore artistico-artigianale.
Le attività dell’intervento sono molteplici e trasversali:individuazione dei vulnerabili tra i ritornati e/o deportati con attenzione peculiare alle donne capofamiglia; risposta immediata ai bisogni più urgenti dei vulnerabili (assistenza in denaro, distribuzione beni di prima necessità, shelter temporaneo, riferimento a strutture sanitarie ecc.); apertura ed equipaggiamento centro di formazione; reinserimento sociale tramite corsi di formazione degli individui vulnerabili originari di Herat.
Nel mese di novembre 2008 è stata organizzata una mostra delle opere artigianali realizzate presso il centro di formazione, nella sede della Cooperazione Italiana di Herat. In tale occasione sono state avviate anche le relazioni per la commercializzazione dei prodotti artigianali e l’inserimento professionale dei vulnerabili che avranno terminato con successo la formazione.