
Le paludi irachene, in arabo al-Ahwar, sono un territorio compreso tra il Tigri e l’Eufrate, nella zona meridionale dell’Iraq, che sino agli anni ’90 raggiungeva un’estensione compresa tra i 15.000 e i 20.000 Kmq, costituendo il più grande ecosistema di terre umide di tutto il Medio Oriente, sede di biodiversità di importanza globale. Nel 2000 erano quasi completamente distrutte, e ne restava soltanto una superficie di circa 2000 Kmq nelle zone vicine al confine con l’Iran. L’ecologia del bacino idrografico è stata trasformata in modo fondamentale nel momento in cui i paesi rivieraschi (Turchia, Siria e Iraq) fecero il loro ingresso, alla fine degli anni ’50, nella cosiddetta “età delle dighe”, che continua ancora oggi. Gli effetti cumulativi della costruzione di più di trenta grandi dighe sono stati enormi e il più considerevole è stata la riduzione sostanziale dell’approvvigionamento idrico. Le Marshlands, inoltre, tra la fine degli anni ‘80 e gli anni ’90, sono state sottoposte a un massiccio drenaggio, che si è dimostrato devastante per la fauna locale. Si sono estinte numerosissime specie endemiche di mammiferi, di pesci e di uccelli e altre sono a serio rischio. Tale situazione ha anche causato gravi danni alla popolazione locale, i Ma’adan, o Arabi delle paludi, che per millenni hanno tratto da quel territorio il proprio sostentamento.
L' United Nations Environment Program (Unep) ha descritto il prosciugamento delle terre umide irachene come uno dei più gravi disastri ambientali della storia. Nonostante sia impossibile recuperare l’antico splendore di quest’area, definita dall’Unesco patrimonio dell’umanità, la rivitalizzazione procede con fatica e permetterà a centinaia di migliaia di membri della popolazione Ma’adan di tornare a vivere sulle acque di quella che veniva un tempo chiamata la Venezia del Medio Oriente. L’Italia si trova in prima fila in questa operazione di rinascita. Nel 2003 , dopo la caduta di Saddam Husseyn, il Ministero delle Risorse Idriche iracheno e le popolazioni locali ruppero gli argini di diversi canali e fiumi per riallargare una prima parte delle Marshlands e, da allora, il ministero dell’Ambiente Italiano, insieme a quello degli Affari Esteri, hanno continuato a sostenere numerose iniziative e progetti finalizzati alla ricostituzione delle paludi nel sud dell’Iraq ed allo sviluppo socio-economico dell’area , in cooperazione con i competenti ministeri Iracheni (Ambiente, Risorse Idriche, Municipalità/Lavori Pubblici, Agricoltura), con la Free Iraq Foundation e con Nature Iraq, una Organizzazione Non Governativa irachena fondata nel 2004. Il programma di iniziative finanziate dai nostri due ministeri, Esteri e Ambiente, è stato denominato Progetto New Eden ed è stato realizzato sotto l’egida dell’Agenzia dell’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep, United Nation Environmental Program) ed in collaborazione con alcune organizzazioni internazionali, come la Cida (Cooperazione Canadese), il Usaid, la Japanese Cooperation, e lo United Nations Development Programme (Undp).
I primi anni di collaborazione tra i vari enti coinvolti hanno portato alla realizzazione e alla pubblicazione del “Master Plan per la gestione integrata delle risorse idriche nell’area delle Marshlands” il cui scopo è di assistere i policy makers iracheni nel definire le corrette strategie per affrontare simultaneamente le diverse criticità e priorità, tra cui, in particolare, il miglioramento nell’uso delle risorse idriche, il recupero ambientale delle aree umide, lo sviluppo socio-economico della regione, il controllo delle piene, e la gestione dei flussi migratori dei rifugiati che ritornano nelle loro terre originarie. L’attuazione degli interventi strutturali e delle linee guida gestionali consentirebbero il recupero di circa il 75% delle aree umide originarie, nonostante la drastica riduzione delle portate di acque disponibili nel Tigri e nell’Eufrate, causate principalmente dai grossi progetti di dighe e sbarramenti realizzati dalla Turchia, dalla Siria e dall’Iran.
Il Progetto New Eden consiste in una serie di programmi già attuati o in via di attuazione:
. monitoraggio ambientale delle Marshlands
. implementazione di una rete di monitoraggio idrologica
. costruzione di impianti di potabilizzazione per i villaggi rurali
. piano urbanistico preliminare della città di Chibaiysh
. progettazione di un sistema di opere di regolazione per la gestione delle aree umide del sud Iraq
. studio di fattibilità per l'ottimizzazione dell'uso dell'acqua e dell'energia
. studio di fattibilità per il Parco Nazionale delle Marshlands mesopotamiche.