
Lo sfruttamento del lavoro minorile nelle sue peggiori forme
Ancora oggi, secondo le stime ufficiali dell’ILO sarebbero almeno 200 milioni i minori che
lavorano in condizioni inaccettabili di sfruttamento, venduti e asserviti in forme di lavoro che si
configurano quali pratiche analoghe alla schiavitù.
Le iniziative della DGCS in tema di lavoro minorile fanno riferimento a contesti in cui la
dimensione della povertà viene interpretata non solo come povertà economica, ma anche
povertà morale, degrado familiare e relazionale, assenza di politiche istituzionali per una
maternità consapevole e responsabile, indebolimento e perdita delle reti sociali comunitarie di
sostegno e di riferimento. Intervenire dunque in tali contesti, per prevenire e contrastare fenomeni quali quello dello sfruttamento dei
minori, rappresenta una modalità di fare azioni di autentico sviluppo sociale, concretamente a
favore dei diritti dei minori, recuperando e valorizzando le sole e autentiche risorse umane
sulle quali un Paese possa e debba contare per costruire il proprio futuro.
La lotta alle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile rappresenta quindi per la Cooperazione Italiana l’opportunità di rilanciare una strategia globale di trasformazione, privilegiando, in primo luogo, il fattore legato alla “sostenibilità sociale” delle iniziative. Un minore costretto al lavoro degradante, impossibilitato ad andare a scuola, non curato, negato nella sua stessa identità, difficilmente potrà in futuro dare un apporto creativo alla crescita della sua società. Una società che non investe sui diritti e sui bisogni dei giovani fin dalla loro nascita è una società che adotta un modello di crescita insostenibile.
Una strategia duplice
Nel quadro di una coerente linea che si ispira a Convenzioni e Protocolli ILO ratificati dall’Italia, la Cooperazione Italiana propone una strategia di intervento duplice, proprio in considerazione delle complesse variabili che entrano in gioco nell’affrontare questa problematica. Da una parte appare fondamentale intervenire sulle istituzioni responsabili a livello nazionale e decentrato, rafforzandone le capacità di analisi e di intervento attraverso programmi bilaterali - Governo italiano e Governi di altri Paesi - e dall’altra si ritiene imperativo intervenire a livello del territorio, sostenendo e rafforzando quelle organizzazioni della società civile, sia laiche che religiose, scelte fra quelle più impegnate e maggiormente qualificate in favore dei diritti dei minori.
Senegal
Lotta alla tratta e alle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile
Programma CHYAO - Children and Youth in Africa
India
Lotta alla povertà e alle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile
nell’industria e nell’artigianato a Karnataka
Libano
Rafforzamento strategia nazionale contro lavoro minorile
Nicaragua
Sostegno dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e lotta alla povertà e
alle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile
Guatemala
Il lavoro minorile: dai vincoli della violenza alla dignità della persona
Programma bilaterale di ”Protezione e Sviluppo dell’Infanzia ed
Adolescenza Lavoratrice di Città del Guatemala”
El Salvador, Guatemala e Honduras
Titolo Programma Sub-regionale di Prevenzione ed eliminazione del lavoro
minorile nelle discariche di El Salvador, Guatemala e Honduras
Dal 2000 la Cooperazione Italiana allo Sviluppo sostiene, tramite i contributi volontari all’ILO, la Campagna Globale di sensibilizzazione e informazione sullo sfruttamento del lavoro minorile lanciata in tutto il mondo dal programma internazionale dell’ILO per l’eliminazione del lavoro minorile (Ipec– International Programme for the Elimination of Child labour). La Campagna Globale è la componente strutturale della vigorosa campagna condotta da Ipec, con l’obiettivo di promuovere la ratifica e relativa applicazione della Convenzione 138 sull’età minima e della Convenzione 182 sulle forme peggiori di lavoro minorile.
Tra le varie attività della Campagna Globale, il programma Scream e l’iniziativa “12 to 12 partnership” sono particolarmente attivi sul territorio italiano grazie al sostegno di numerosi partner istituzionali e non. In particolare dal 2007, grazie ad un accordo dell’ILO con il Ministero dell’Istruzione, Scream è stato inserito nel sistema scolastico nazionale italiano.
Avviato nel 2000 su iniziativa di ILO, Unicef e Banca Mondiale e grazie ai finanziamenti di Italia, Finlandia, Svezia e Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, Understanding Children’s Work (Ucw) è un progetto di ricerca e cooperazione internazionale che mira ad individuare soluzioni efficaci e di lungo periodo alla problematica del lavoro minorile. Il progetto si ispira alle linee-guida contenute nella Oslo Agenda for Action approvata all’unanimità nel corso della Conferenza Internazionale sul lavoro minorile del 1997. Più precisamente, attraverso le sue attività di ricerca, Ucw vuole migliorare la conoscenza del fenomeno del lavoro minorile nelle sue varie dimensioni (natura ed estensione, cause e conseguenze, politiche di intervento) e favorire la collaborazione e lo scambio di informazioni fra le tre agenzie intergovernative coinvolte nel progetto.
Un altro importante obiettivo di Ucw consiste nell’esame dei legami esistenti tra il lavoro minorile e gli Obiettivi di sviluppo del millennio, al fine di contribuire ad accrescere e rendere più efficaci gli sforzi compiuti per il loro raggiungimento. In particolare si vuole mettere in luce in che modo il lavoro minorile influenzi o sia influenzato dalle diverse questioni economiche e sociali che gli Obiettivi stessi affrontano.