
I diversi settori di intervento
La Cooperazione ambientale italiana è presente nei Paesi in via di sviluppo di tutti i continenti.
Sono numerosi i progetti attivati dalla Dgcs per la gestione degli ecosistemi, in diversi settori: dalla conservazione della biodiversità all’adattamento ai cambiamenti climatici, dalla protezione dei sistemi insulari alla gestione delle risorse idriche, dalla lotta contro la desertificazione alla salvaguardia degli ambienti montuosi.
Conservazione della biodiversità
L’attuale degrado degli ecosistemi determina un aumentato livello di vulnerabilità per diverse specie e per la fornitura dei servizi naturali fondamentali, con conseguenze e ricadute pesanti soprattutto sui Paesi poveri e in via di sviluppo.
La conservazione della biodiversità è fondamentale per la sicurezza alimentare e la fornitura idrica, per la salute dell’uomo e per la mitigazione dei disastri. Una reale protezione della diversità biologica può avvenire solo attraverso un’azione intersettoriale, cui la Cooperazione italiana prende parte attraverso progetti che contribuiscono:
1. alla conservazione e all’uso sostenibile degli ecosistemi e degli habitat contenenti un’elevata diversità, un vasto numero di specie endemiche o minacciate; frequentati da specie migratorie; rappresentativi di processi evolutivi di base o di altri processi biologici; aventi importanza sociale, economica, culturale o scientifica.
2. alla preservazione di specie e comunità minacciate o aventi valore medicinale, agricolo o di altro carattere.
3. alla preservazione di tipi di genomi e geni di importanza sociale, scientifica o economica.
4. all’equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzazione delle risorse genetiche.
La biodiversità a Rio + 20
Durante la Conferenza della Convenzione sulla Diversità Biologica, a Nagoya, è stato concordato il Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2012 e i relativi 20 obiettivi, chiamati Aichi Targets. La Conferenza di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile rappresenta un’importante occasione per fare un salto ulteriore di qualità nel perseguimento degli obiettivi della Cbd.
Durante Rio+20 si svolgerà un “triplice investimento”:
a) investire su regole di condotta collettiva ed individuale (al fine di meglio responsabilizzare)
b) investire su una formazione capillare e adeguata, in termini sia di maturazione di una diffusa cultura della biodiversità e dell’Abs (Access and Benefit Sharing)
c) investire sul nuovo regime dell’Abs, ossia un sistema capillare, al tempo stesso globale e locale, di accesso ed uso sostenibile delle risorse (una sorta di “nuova Agenda 21).
I cambiamenti climatici
I progetti per la gestione e riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici hanno l’obiettivo di raggiungere la stabilizzazione delle concentrazioni di gas a effetto serra nell’atmosfera. Si tratta di fornire ai Paesi in via di sviluppo strumenti finanziari e tecnici che li mettano – per quanto possibile – al riparo dagli effetti dei cambiamenti climatici, favorendone anche scelte di politica economica sostenibile.
La Cooperazione Italiana, attraverso il Fondo della Banca Mondiale dedicato ai cambiamenti climatici nella regione Medio Oriente e Nord Africa (Mena), mette a punto interventi coordinati in queste zone “a rischio”, con particolare riferimento a Paesi quali Egitto, Marocco, Tunisia, Libano e Yemen.
L’intervento della Dgcs intende inoltre affiancare e coadiuvare i meccanismi del Protocollo di Kyoto per incentivare gli investimenti che permettano di ridurre le emissioni, coadiuvando l’azione di altri dicasteri, quali il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico.
Le isole
La Dgcs investe in modo significativo su progetti ambientali specificamente volti a supportare lo sviluppo delle isole. Negli ultimi 5 anni, sono stati spesi oltre 10 milioni di euro all’anno per la conservazione, lo sviluppo, la protezione dai disastri e la prevenzione dei rischi ambientali nelle isole. Lo scopo di questa Strategia Globale per le Isole è di promuovere e supportare le iniziative di sviluppo sostenibile nelle Isole e nei Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo attraverso assistenza tecnica e finanziaria alle istituzioni locali. Le linee guida di questa Strategia Globale sono fornite da accordi siglati internazionalmente, quali la Strategia di Implementazione delle Mauritius, il Piano d’Azione delle Barbados e gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
La desertificazione
Alla luce delle esperienze maturate e dei principi guida della Conferenza delle Nazioni Unite sulla desertificazione, la Cooperazione italiana ha individuato diverse strategie operative che prevedono: la concertazione e il coordinamento con i Paesi più a rischio (come quelli uniti nel Cilss, il Coordinamento contro la siccità nel Sahel); il rafforzamento della partnership con gli organismi internazionali e le organizzazioni non governative; l’orientamento delle azioni di lotta alla desertificazione verso interventi di sviluppo socio-economico sostenibile.
Uno degli obiettivi fondamentali dei progetti di lotta alla desertificazione riguarda la protezione del suolo, in particolare delle aree agricole a produzione intensiva, delle aree a rischio di erosione accelerata, delle zone degradate da contaminazione, inquinamento, incendi e infine quelle incolte e abbandonate.
Anche le attività produttive, se condotte in modo incompatibile con la conservazione delle risorse, possono accelerare i processi di degrado del territorio e di desertificazione; per questo motivo le misure da adottare devono riguardare l’implementazione di sistemi di produzione agricola compatibili con l’ambiente ai fini di un’agricoltura realmente sostenibile. Infine, poiché il fenomeno della desertificazione dipende anche dall’attività umana, è essenziale realizzare progetti che prevedano il recupero delle aree attualmente compromesse da un’eccessiva concentrazione di attività antropiche.
La risorsa Acqua
La Cooperazione italiana, nell’ambito del problema delle risorse idriche, contribuisce allo sviluppo sostenibile e alla conservazione degli ecosistemi acquatici, perseguendo – attraverso un approccio sistemico – la gestione integrata delle risorse d’acqua e una conseguente stabilizzazione sociale ed economica delle comunità interessate.
L’impegno nel settore dell’acqua e dei servizi sanitari è connesso ad altre attività di sviluppo e sostenibilità ambientale, dato che le risorse idriche sono costantemente minacciate dalla siccità, dalla desertificazione, dall’inquinamento e dal sovrasfruttamento delle falde acquifere.
E inoltre fondamentale – ai fini della sostenibilità – coinvolgere le comunità locali: si tratta di fornire loro tecnologie adeguate e di favorire la costruzione di capacity-building locali, costruendo partnership attive ed efficaci.
Le montagne
I sistemi montani tendono a essere caratterizzati da un alto grado di diversità biologica e culturale; possiedono, inoltre, un grosso potenziale economico in molte parti del mondo. Tuttavia, essi sono particolarmente vulnerabili agli effetti avversi di cambio di clima. Per questo motivo necessitano di interventi protettivi e di sviluppo specifici. La Dgcs realizza interventi di preservazione e di sviluppo specifici: che consentano alle popolazioni montane di guadagnarsi un’opportunità di sostentamento, migliorando la conservazione delle risorse, rafforzando la conoscenza sull’ecologia, promuovendo lo sviluppo integrato di bacini imbriferi, salvaguardando tradizioni sociali e culturali, consolidando le capacità istituzionali, e sostenendo uno sviluppo che tenga conto delle speciali caratteristiche delle regioni di montagna. (vedi il Side event sulle Montagne)