
Due gli obiettivi strategici della Conferenza:
1. Una economia verde: da intendersi quale transizione verso un’economia adattata al contesto nazionale, che non sia solo un miglioramento ambientale, ma un nuovo paradigma di sviluppo.
2. Un quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile: da intendersi quale riferimento al sistema di governance globale per lo sviluppo sostenibile,che includa le istituzioni incaricate di sviluppare, monitorare e attuare tali politiche attraverso i suoi tre pilastri (sociale, ambientale ed economico).
Economia verde
La nozione di “Green Economy ” è nata negli ultimi anni ed è diventata di uso comune dato il momento di crisi economica e finanziaria globale che ci troviamo ad affrontare. Un tema nato nell’ambito teorico, per poi spostarsi progressivamente in ambito più prettamente politico, spingendo i governi e il settore privato a impegnarsi verso la transizione ad un paradigma economico ambientalmente responsabile, più equo e solidale verso tutti.
Merita di essere evidenziato, in particolare, il lavoro svolto dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite (Unep) che ha pubblicato numerosi rapporti e ha chiesto con forza l’attuazione di un nuovo Global Green New Deal (Ggnd), lanciando un’iniziativa globale (Green Economy Initiative), con l’obiettivo di valutare gli investimenti per la transizione ad un’economia verde, in base ai benefici sui cambiamenti climatici, le nuove tecnologie e l’energia.
A livello di policy, tale transizione comporta l’attuazione di riforme e di incentivi per la tutela delle risorse naturali, il potenziamento delle infrastrutture per l’ambiente, l’introduzione di nuovi strumenti di mercato per la diffusione delle eco-tecnologie. Per il settore privato, è necessario introdurre nuovi incentivi per spingere le imprese ad investire in innovazione, ricerca e sviluppo, per sfruttare al meglio le opportunità derivanti da un’economia verde.
Il modello di “economia verde” propone misure economiche, legislative, tecnologiche e di educazione che si pongano come obiettivo la riduzione del consumo di energia e di risorse naturali, l’abbattimento delle emissioni di gas serra, la riduzione dell’inquinamento, la riduzione e tendenziale azzeramento di ogni tipo di rifiuto e modelli di produzione e consumo sostenibili, senza danni per l’ambiente circostante.
Quanto alla dimensione più propriamente economica, occorre un nuovo sistema di prezzi che riconosca il valore aggiunto dei servizi eco-sistemici offerti dalle risorse naturali, distinguendo le esternalità positive da quelle negative.
Alcune misure per facilitare la transizione verso un’economia più verde sono state già prese in alcuni Paesi, anche in via di sviluppo. Tali misure non hanno soltanto un carattere economico, ma riguardano anche la sfera sociale e ambientale, contribuendo a ridurre la povertà. Nel Rapporto Unep del 2011 (Towards a Green Economy - Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication), si definisce l ’economia verde come un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, in grado di garantire anche una significativa riduzione dei rischi ambientali e della scarsità ecologica. Tale definizione incorpora al suo interno non solo la dimensione di “durabilità”, quale fenomeno duraturo nel tempo, ma anche di “equità”, ovvero di uno sviluppo che non danneggi né le generazioni attuali, né quelle future. Secondo il Rapporto, puntare su un’economia verde consente di abbattere la povertà favorendo lo sviluppo, anche nelle economie più arretrate, dove il 90% del Pil della fascia più debole di popolazione risulta legato alle risorse naturali, alle foreste e al patrimonio idrico. La transizione ad un’economia verde non consiste nel soffocare la crescita e la prosperità, ma nel riconnettersi alla vera ricchezza, nel reinvestire nel capitale naturale invece di sfruttarlo.
Quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile
Tale quadro si riferisce al sistema di Governance globale per lo sviluppo sostenibile, includendo le istituzioni incaricate di sviluppare, monitorare e attuare le politiche di sviluppo sostenibile attraverso i suoi 3 pilastri: sociale, ambientale ed economico. Il concetto di governance comprende l’analisi e la revisione sia delle strutture istituzionali che si occupano di Ambiente sia di quelle che operano nella sfera economica e sociale. A seguito della decisione n° 1 del 26° Governing Council dell’Unep (Nairobi, 21-24 febbraio 2011) il tema del quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile includerà anche il processo di riforma della Governance internazionale dell’ambiente (Ieg). E' infatti emersa la necessità di rivedere e rafforzare le strutture esistenti e di considerare quello istituzionale come il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile. Si tratta di riformare l’attuale quadro istituzionale all’interno delle Nazioni Unite i cui organismi, programmi e risorse, non sembrano più adeguati alle sfide contemporanee e, in particolare, sembrano non aver dato risposte alle necessità di promuovere nuovi modelli di sviluppo rispettosi delle esigenze di tutela ambientale e delle istanze sociali, e tuttavia capaci di promuovere crescita economica e benessere.
Oltre a prevedere il tema del rafforzamento dello Ieg, il dibattito si concentra anche sulla trasformazione dell’Unep in un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite allo stesso livello di organismi quali la Fao, l’Oms e l’Omc. La frammentarietà del sistema internazionale di tutela dell’ambiente, suddiviso in più di 500 accordi internazionali e regionali, rende la riforma del pilastro ambientale urgente e necessaria. L ’Italia, coerentemente alla posizione del Consiglio dell’Unione Europea del 2005, sostiene la creazione di una Organizzazione Mondiale sull’Ambiente (Uneo).
La Conferenza di Rio+20 sarà un’occasione per ridefinire e riorganizzare il sistema attuale, proponendo le ampie riforme che si renderanno necessarie. Insieme alla creazione dell’Uneo, tali riforme potrebbero coinvolgere l’Assemblea Generale, il Consiglio Economico e Sociale e la Commissione Sviluppo Sostenibile, nonché le Istituzioni Finanziarie Internazionali e le Agenzie per la cooperazione allo sviluppo con l’obiettivo di contribuire in maniera operativa e coerente all’integrazione dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile.
Le Conferenze precedenti
La Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, denominata Rio + 20, è la quarta manifestazione di questo tipo svoltasi nel corso degli ultimi quarant'anni: la Conferenza di Stoccolma, la prima Conferenza di Rio (proprio 20 anni fa), e il vertice mondiale di Johannesburg.
•1972 Stoccolma: la Conferenza di Stoccolma è considerata il punto di partenza della politica ambientale internazionale. Il 5 giugno, data della prima conferenza dedicata alle tematiche ambientali, è diventato nel frattempo la giornata internazionale dell'ambiente. Con la dichiarazione di Stoccolma la comunità internazionale si è pronunciata per la prima volta a favore di una collaborazione transfrontaliera nel campo della protezione ambientale. Al diritto degli Stati a utilizzare le proprie risorse è stato contrapposto il dovere di fare il necessario affinché le attività svolte nel proprio Paese non causino pregiudizi ad altri Stati. In seguito alla Conferenza di Stoccolma è stato istituito il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente.
•1992 Rio:nell'ambito della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e sullo sviluppo di Rio de Janeiro sono stati formulati importanti principi, fra cui quello relativo alla prevenzione e il concetto di sviluppo sostenibile. La comunità internazionale ha inoltre approvato una strategia complessiva per uno sviluppo sostenibile (Agenda 21) e cinque strumenti, fra cui le Convenzioni per la protezione del clima e delle specie, vincolanti dal punto di vista giuridico.
•2002 Johannesburg:il risultato principale di questo vertice mondiale è stato quello di dare concretezza, con priorità e programmi nuovi, all'attuazione della strategia per uno sviluppo sostenibile (Agenda 21). Inoltre, si sono rafforzate le istituzioni e sono stati formulati degli obiettivi su tematiche specifiche, come ad esempio i prodotti chimici.