
Politiche e stanziamenti complessivi
"La sicurezza e la prosperità dell'Italia dipendono anche dalla sua capacità di continuare a essere protagonista del dibattito sulla governance globale. L'aiuto allo sviluppo ne è parte essenziale". Sono queste le parole con cui la Dgcs, in presenza di una riduzione drastica di risorse e di imprescindibili esigenze di rigore dei conti pubblici, si appresta ad affrontare sia i nuovi scenari mediorientali sia i canali di aiuto più tradizionali nell'ottica consolidata dei Millennium Development Goals. Da una parte dunque il sostegno a processi di crescita economica inclusiva e all'affermazione di una governance democratica, dall'altra la lotta alla povertà come "investimento strategico a favore della pace, della stabilità e di un prosperità equa, condivisa e sostenibile". Per la Cooperazione allo sviluppo del Mae, la Legge stanzia complessivamente 133,84 milioni di euro per il 2012, 139,65 milioni di euro per il 2013 e 125,10 milioni di euro per il 2014, comprensive per ogni anno del triennio dei contributi obbligatori agli organismi Internazionali e degli impegni pluriennali per iniziative già assunte precedentemente.
Secondo le Linee Guida e gli indirizzi di programmazione 2012-2014 formulati dalla Dgcs, le risorse necessarie alla realizzazione di progetti di cooperazione relativi alla sanità dovrebbero essere resi disponibili dalle iniziative di conversione del debito che l'Italia auspica si possano portare avanti con sei Paesi che rivestono un ruolo importante per la Cooperazione italiana: si tratta di 130 milioni di euro che andrebbero divisi con progetti relativi a istruzione, risorse idriche, tutela ambientale. Nell'ambito della sanità, settore prioritario di intervento per tradizione consolidata, l'impegno dell'Italia è stato fondamentale nel varo di importanti iniziative multilaterali, prima tra tutte il Fondo Globale per la lotta all'Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria (cui il nostro Paese ha contribuito con più di 1 miliardo di dollari dal 2001 a oggi), e nell'individuazione e lancio di strumenti di finanziamento innovativi per lo sviluppo, come l'Amc/Advanced Market Commitment e l'Iffim/International Finance Facility for Immunisation.
Per il prossimo triennio è intenzione della Cooperazione italiana impegnarsi ulteriormente in favore della salute materno-infantile, avendo come quadro di riferimento la Muskoka Initiative lanciata dalla Presidenza canadese del G8 nel 2010. Continueranno nel frattempo a essere attivi programmi di formazione di quadri sanitari e di consolidamento delle strutture sanitarie di base, favorendo l'accesso ai servizi, nell'ottica di un rafforzamento dei sistemi sanitari dei paesi partner, con attenzione primaria alla protezione della madre e dell'infanzia. I paesi prioritari cui saranno destinate le disponibilità a dono della Dgcs, non contemplano le disponibilità a dono derivanti dal Decreto Missioni Internazionali - la cui programmazione dipende direttamente da Governo e Parlamento - né quelle relative ai crediti d'aiuto. Il criterio adottato per determinare la distribuzione delle limitate disponibilità a dono è di privilegiare i paesi per i quali lo strumento del credito sarebbe più problematico. In linea con le priorità della politica estera italiana, i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente risulteranno i maggiori beneficiari di interventi coperti dai crediti.
All'Africa sub-sahariana sarà tendenzialmente destinato il 40% del totale dei fondi ordinari a dono disponibili globalmente per attività sul canale bilaterale nel triennio 2012 - 2014. Per quanto attiene al settore sanità la Cooperazione italiana, tradizionalmente presente sia nel Sudan sia nel Sud Sudan, nella delicata fase di transizione che segue la nascita di due Stati indipendenti, intende mantenere un approccio bilanciato fra Nord e Sud. Seppur in un contesto di risorse decrescenti, anche in Etiopia la Dgcs conferma il proprio impegno anche in vista del nuovo Programma Paese triennale che si prevede veda la luce nel 2012 e rispetto al quale l'Italia promuoverà la divisione del lavoro e l'elaborazione di un più stretto programma di coordinamento con gli altri donatori europei. Resterà costante l'attenzione rivolta alla Somalia, dove la Cooperazione italiana sostiene, tra l'altro, la popolazione attraverso l'aiuto umanitario. In Mozambico, massimo beneficiario dell'aiuto bilaterale in Africa Sub-sahariana, verranno portate avanti le iniziative identificate nel Programma Paese per il triennio 2010-2012, con interventi che si concentreranno anche nel settore della sanità. In linea indiretta, poiché l'Italia nel 2013 entrerà a far parte della Troika del G19, il Comitato dei donatori che partecipano al sostegno del bilancio dello Stato, il contributo diretto sarà ulteriormente valorizzato e dunque anche i progetti relativi alla salute ne beneficeranno. La Cooperazione italiana inoltre continuerà a considerare l'Africa sub-sahariana area di naturale vocazione delle Ong con forte prevalenza degli interventi in campo sanitario.
La Dgcs in Asia concentrerà la sua attività nell'area afghano-pakistana nell'ambito della partecipazione italiana all'impegno internazionale a sostegno della stabilizzazione dell'area, manterrà una significativa presenza nel Sud Est asiatico senza sottrarsi comunque gli impegni assunti nel resto del continente. All'area sarà tendenzialmente destinato il 18% del totale dei fondi a dono disponibili per attività sul canale bilaterale nel triennio 2012 - 2014. L'Afghanistan, maggior beneficiario di aiuti a dono in Asia dati gli indici di estrema povertà e la necessità di ricostruzione, nel settore sanitario continuerà a rivestire priorità assoluta. Attenzione rivolta anche al Pakistan, soprattutto in riferimento all'area di confine con l'Afghanistan, e al Vietnam.
La politica di cooperazione italiana in America Latina, per quanto riguarda la sanità, tra i settori trainanti nell'area, si concentrerà su alcuni Paesi prioritari con risorse derivate da credito d'aiuto e
conversione del debito. All'interno dell'8% del totale dei fondi a dono disponibili destinati all'area America Latina e Caraibi, Bolivia ed Ecuador riceveranno sostegni, anche in ottica regionale, ai loro sistemi nazionali.