
Contesto economico sociale
Sul versante sociale l’Etiopia presenta uno scenario molto preoccupante. Si tratta di una popolazione totale di 85 milioni di persone per le quali l’attesa di vita si ferma alla soglia dei 50 anni, il tasso di mortalità infantile al di sotto dei cinque anni si attesta a 109 decessi su 1.000 bambini e la disoccupazione arriva al 16,7%. I dati indicano standard di vita qualitativamente molto bassi, con una elevata incidenza di povertà, con quasi il 35% della popolazione costretta a vivere con poco più di 1 dollaro al giorno e la malnutrizione che riguarda il 44% del totale. Tutto ciò, secondo i dati dell'Undp, si traduce in un indice di sviluppo umano molto basso, che colloca il paese al 157° posto su 169 paesi censiti.
Per quanto riguarda l’economia, l’agricoltura è la voce più significativa e assorbe la maggior parte della forza lavoro (80%) anche se seriamente minacciata della siccità. Negli ultimi anni l’economia etiope aveva conosciuto una relativa crescita dovuta al supporto delle esportazioni, agli aiuti allo sviluppo e agli investimenti esteri diretti, ma il sopraggiungere della crisi mondiale ha bloccato sul nascere il tentativo di ripresa. In aggiunta a questo la guerra 1998-2000 con l’Eritrea sulla disputa dei confini, non ancora risolta, continua a influire negativamente sull’andamento economico del paese.
Il contributo italiano è stato fondamentale per la realizzazione di un progetto idroelettrico che prosegue negli anni. Il progetto “Gilgel Gibe II” rappresenta infatti il seguito del programma “Gilgel Gibe I”, ultimato nel 2004, che ha portato alla costruzione di una diga che ha dato origine a un lago di 917 milioni di metri cubi d’acqua, capace di generare 184 Mw di energia elettrica.
Il progetto “Gilgel Gibe II” è consistito nella costruzione di un tunnel sotto il monte Fofa per incanalare l’acqua proveniente dalla diga fino al fiume Omo, dove con un salto di 500 metri può generare 420 Mw di energia. Il progetto idroelettrico ha consentito l’aumento del 30-40% della produzione di energia nel Paese; la distribuzione di elettricità a numerosi nuclei familiari che non ne avevano la disponibilità e l’alimentazione di importanti infrastrutture tra cui ospedali e scuole.
Per la realizzazione di questa seconda fase del progetto la Cooperazione ha stanziato nel 2004 un credito d’aiuto di 220 milioni di euro, il finanziamento più consistente mai concesso a un solo progetto di cooperazione.
Ulteriori 505mila euro a dono sono stati messi a disposizione della Cooperazione per il monitoraggio del progetto.
Riguardo all’eventuale costruzione della diga Gilgel Gibe III, si confermava nel 2010 da parte del sottosegretario Stefania Craxi l’esistenza di una richiesta, avanzata dal Governo etiope a quello italiano, di un credito d’aiuto di 250 milioni di euro per cofinanziare il progetto.
Al momento il governo italiano non ha ancora adottato una decisione. Sono, infatti, tuttora in corso i necessari approfondimenti sul piano tecnico, socio-ambientale, finanziario e giuridico.
Qualora venisse costruita sarebbe la più grande centrale idroelettrica dell'Africa con una potenza in uscita di 1870MW.