
Competente attualmente per Senegal, Capo Verde, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Gambia, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Mali e Mauritania, l'Unità tecnica locale é stata riattivata nel 2006, dopo parecchi anni di inattività, a seguito della decisione di rafforzare la presenza italiana nell'Africa occidentale. Il forte impulso dato dal 2006 all'attività di cooperazione ha visto avviarsi nuove iniziative - alcune delle quali tuttora attive - per un totale di circa 60 milioni di euro: 40 milioni di cui 20 a credito in progetti di cooperazione bilaterale, 8 milioni in finanziamento multilaterale, 1.7 milioni destinati alle Ong, 1.26 milioni di contributo per attività della Cooperazione decentrata, 7 milioni in aiuti alimentari e 1.8 milioni di euro per emergenza. Alcune iniziative già in corso nel 2006 stanno ancora continuando - ad esempio il Fondo Italia-Cilss in Mali e Senegal - e vari progetti Ong.
In prospettiva sono gia state identificate iniziative per un totale di circa 9 milioni di euro suddivisi in circa 3.5 milioni di euro in bilaterale, 3 milioni per attività multilaterali e 2.5 milioni per contributi a iniziative Ong.
Il contesto socio - economico
Secondo la classifica 2008 dell'Indice di sviluppo umano dell'Undp, stilata in base ai dati 2006, sei dei sette paesi di competenza dell'Utl si trovano oltre il 140° posto - quattro tra gli ultimi venti - dei 179 presi in esame. L'Unità tecnica si trova dunque a operare in un'area difficile, caratterizzata da contesti socio-politici molto vari che richiedono risposte e impegni diversi dal punto di vista della strategia e dell'approccio di cooperazione.
Capo Verde é recentemente uscito dalla lista dei Pvs, Senegal e Mali presentano una situazione politica stabile e stanno mettendo in atto una serie di riforme economiche e sociali importanti, Guinea Bissau e Gambia vivono una situazione politica fragile per varie ragioni strutturali, Mauritania e Guinea nel corso degli ultimi mesi sono state oggetto di colpi di stato.
Questo quadro ha chiari riflessi non solo sulla scelta delle iniziative da realizzare ma anche sulla tipologia di realizzazione. Per le attività bilaterali sono privilegiati i paesi che presentano una situazione politica stabile (Mali, Senegal e Mauritania prima del colpo di stato dell'agosto 2008), nei paesi con una situazione politica più instabile si tende a favorire il canale multilaterale e multibilaterale. Le iniziative delle Ong invece, sono più concentrate in contesti geografici dove la presenza di questi organismi é garantita per lunghi periodi.