
Breve storia
Anche se i primi, sporadici interventi della Cooperazione italiana in Vietnam risalgono alla fine degli anni '80, è solo a partire dal 1996 che i rapporti tra i due Paesi, in tema di cooperazione allo sviluppo, si inseriscono in un contesto più istituzionalizzato, con una continuità destinata e restare tale negli anni successivi. Nel novembre 1996 infatti il governo italiano si impegna a concedere un primo finanziamento di crediti per un ammontare complessivo di 100 miliardi di vecchie lire (circa 51,6 milioni di euro). Successivamente vengono sottoscritti tre protocolli di cooperazione, che prevedevano la concessione di un finanziamento pari a 273 miliardi di vecchie lire (66 mld a dono e 207 mld a credito), seguiti nel maggio 1997 dalla firma di un Memorandum of understanding. Nel corso dello stesso anno venne costituita l'Utl di Hanoi, quale strumento in grado di agevolare l'attuazione della politica di cooperazione italiana nel Paese, cui una decina di anni dopo, nel 2008, vengono assegnate le competenze anche per altri tre Paesi: Myanmar, Cambogia e Laos.
Nel dicembre 2000 si svolge la prima riunione della Commissione mista intergovernativa e i rapporti di cooperazione tra i due Paesi assumono un andamento di maggiore regolarità, che si traduce in un consistente insieme di interventi. Tra questi, viene decisa la prima iniziativa di emergenza della cooperazione italiana nel Paese, volta ad alleviare i gravi danni causati dalle alluvioni nel medesimo anno. Oltre alla concessione di nuovi finanziamenti - sia a dono sia a credito - il governo italiano si impegna poi sul fronte della cancellazione del debito, per un ammontare di 40 miliardi di vecchie lire, che diviene operativa tra fine 2002 e 2003. Nel 2008, a seguito dell'uragano Kammuri, la Cooperazione interviene con altre, ulteriori iniziative d'emergenza.
Nell'ambito della Commissione Mista Italia-Vietnam svoltasi a Roma nel dicembre 2009 - oltre alla firma di un Accordo generale sulle attività di cooperazione - è stato concordato un insieme di interventi da finanziare con un ammontare complessivo di 30 milioni a credito d'aiuto e 4.5 milioni di euro a dono. Gli interventi saranno programmati seguendo le Linee guida 2010-2013 elaborate dalla Dgcs, che prevedono tra l'altro la concentrazione geografica e settoriale delle attività di cooperazione. Le iniziative si focalizzeranno pertanto nelle province centrali del Paese e nei seguenti settori prioritari: salute, formazione professionale e sostegno alle Pmi, protezione ambientale. In occasione della stessa Commissione Mista, è stato reso disponibile un ulteriore finanziamento a dono per 7.8 milioni di euro, derivante da un Accordo sulla cancellazione del debito firmato nel 2010.
A maggio 2011 l'intervento italiano si compone di circa 21 iniziative in corso, per un ammontare complessivo stanziato pari a 76 milioni di euro. Si tratta di iniziative che riguardano diversi settori produttivi e sociali del Paese, ritenuti prioritari: salute, acqua, agricoltura, sostegno istituzionale.
A partire dal 1986, il governo vietnamita ha varato importanti riforme economiche e strutturali per aprire il paese all'economia internazionale e avviare una più rapida ricostruzione post-bellica. Tali riforme si sono tradotte in una crescita economica del 7% l'anno - tra le più elevate nel contesto asiatico - accompagnata da una significativa riduzione della povertà: dal 1993 al 2009 la percentuale di popolazione sotto la soglia di povertà si è ridotta dal 58 al 12%. Nonostante il reddito pro capite nel 2010 sia stato di poco superiore ai 1.100 dollari (elevando il Vietnam dallo status di paese povero a Middle income country), il Paese presenta un Indice di sviluppo umano sostanzialmente positivo, che colloca il paese al 113° posto su 169: alcuni esempi sono la speranza di vita alla nascita - oltre 74 anni - e il grado di alfabetizzazione superiore al 90%. Si assiste, tuttavia, a un progressivo aumento delle disparità sociali ed economiche, soprattutto fra centri urbani e zone rurali, con fattori di disagio che riguardano il settore sanitario e l'inadeguatezza delle strutture. Inoltre e' quasi scontato un ritorno a livelli di inflazione superiori al 10%. Gli effetti della crisi mondiale - accompagnati dalla forte concorrenza che si registra a livello sia regionale sia internazionale - hanno fortemente ridotto gli esiti delle iniziative di lotta alla povertà.
Altro fattore di crisi è rappresentato dai cambiamenti climatici: il Vietnam è potenzialmente uno dei cinque paesi più a rischio al mondo (il secondo in Asia dopo il Bangladesh), in particolare a fronte dell'aumento delle temperature che sono alla base dell'innalzamento del livello del mare. Il verificarsi di tali eventi potrebbe produrre riflessi negativi a livello regionale e mondiale, essendo tra i maggiori esportatori al mondo di riso e di altre derrate alimentari, ma il Paese appare in grado di affrontare tali eventualità dal momento che può contare sulla piena consapevolezza e sul concreto impegno riformista del suo governo, su una popolazione giovane e con un alto grado di istruzione e sull'avvenuta integrazione del Vietnam nelle principali organizzazioni economiche internazionali: Wto, World Trade Organization, Asean, Association of the Southeast Asian Nations, e Apec, Asia-Pacific Economic Cooperation. Come è già accaduto per il precedente Sedp/Piano socio economico per lo sviluppo nazionale, il nuovo programma governativo per il quinquennio 2011-2015 presterà particolare attenzione all'agricoltura e allo sviluppo rurale come vettori di riduzione della povertà, specie nei confronti delle minoranze etniche.
Tra le priorità nazionali sono citate anche la lotta alla corruzione e al traffico di esseri umani, l'uguaglianza di genere e una maggiore integrazione nella comunità economica internazionale.