
Breve storia
L'attività della Cooperazione italiana in Kenya comincia nel 1985 con la ratifica di un primo accordo bilaterale tra i due Paesi, nel 1991 viene firmato un accordo di programma triennale, in cui si definiscono 17 iniziative per circa 185 miliardi di lire, fino ad arrivare nel 1997 all'istituzione dell'Unità Tecnica Locale di Nairobi con competenza su Kenya, Somalia, Tanzania, Zanzibar e Seychelles. Si tratta di paesi nei quali il ruolo della Cooperazione si è svolto, com'è ovvio, in termini di coordinamento per quanto attiene alle politiche generali, ma con programmi autonomi determinati soprattutto dalle specifiche condizioni politiche e sociali, che li differenziano in maniera vistosa.
Kenya
In particolare, per quanto riguarda questo paese, contraddistinto da grandi sperequazioni, gli ultimi anni di "regime" del presidente Moi, 1997-2002, sono anni di corruzione rampante, malgoverno e saccheggio di risorse pubbliche e soprattutto tra il 1999 e il 2002 la Cooperazione viene praticamente sospesa, bloccati i prestiti internazionali e drasticamente ridotte le attività bilaterali. Dal 2003, con il cambio di governo e l'inizio di una stagione di riforme strutturali volte a rafforzare le istituzioni, combattere la corruzione e favorire lo sviluppo economico, il raggio d'azione trova nuovi orizzonti anche in relazione al fatto che il governo stesso si ispira ai principi della Dichiarazione di Parigi in materia di Efficacia degli aiuti pubblici allo sviluppo, con l'apertura di tavoli di concertazione e divisione del lavoro, e allineamento alle politiche nazionali di settore. E la Cooperazione italiana partecipa al coordinamento degli aiuti pubblici allo sviluppo sin dal 2004, quando fu creato il Donor Coordination Group , che riunisce le rappresentanze diplomatiche dei donatori internazionali, e successivamente l'Aid Effectiveness Group, attualmente presieduto dal Governo keniano, che coordina i lavori di 17 gruppi settoriali.
Nel 2010 la Cooperazione Italiana partecipa alla firma del Joint Statement of Intent, documento programmatico finalizzato a definire gli obiettivi e le principali attività da realizzarsi da parte del Gruppo sull'Efficacia dell'aiuto. In tale contesto, è stato possibile finanziare attività di supporto alle controparti attraverso il Progetto di sostegno alle politiche sull'efficacia dell'aiuto allo sviluppo, fatto che ha permesso di garantire un ruolo attivo della Cooperazione Italiana nell'ambito del concerto dei donatori. Negli ultimi 25 anni il Kenya ha beneficiato di 160 milioni di euro a dono 50 milioni a credito d'aiuto. Attualmente la parola chiave storica è lotta alla povertà - con particolare attenzione allo sviluppo rurale, all'acqua e alla salute - affiancata però da altri due impegni che entrambi i governi ritengono prioritari e cioè l'istruzione e la riqualificazione delle aree suburbane degradate: si tratta complessivamente di una sessantina di progetti per un impegno economico di 37 milioni di euro. Accanto a questi, sono in esecuzione sette progetti attraverso il canale multilaterale mentre sette Ong stanno implementando progetti per 7,2 milioni di euro. Tra le grandi opere, si prevede l'estensione degli acquedotti alimentati delle dighe di Kirandich e Kiambere, con un finanziamento di 33 milioni di euro.
Somalia
In Somalia, dal 2007 in poi, la maggior parte dei donatori ha progressivamente aumentato i propri contributi sia in risposta al numero crescente di sfollati e bisognosi di assistenza sia a sostegno del processo di stabilizzazione del paese, contribuendo pertanto a progetti di buon governo e sicurezza. I donatori sono raccolti nel Ciss/Coordination for International Support to Somalia, nell' Sdg/Somali Donor Group, forum a carattere decisionale in cui si discutono le questioni urgenti e nell'Eudc/Coordinamento dei paesi donatori europei. Il Ciss è la struttura di coordinamento la cui responsabilità atterrebbe alla revisione delle strategie e dei documenti di programmazione paese (Untp/United Nations transition plan, Rdp/Reconstruction and development programme e Jsp/Joint strategy paper), ma l'organismo è attualmente debole, in stato di transizione, anche se una sua revisione riconfermerebbe comunque il suo ruolo di dialogo con le autorità somale. Il Ciss è assistito da un segretariato di sostegno suddiviso in cinque settori cruciali per lo sviluppo, che però, trovandosi in fase di lenta decadenza, fatica a trovare sostegno dai donatori. All'interno dei comitati di settore l'Italia partecipa al gruppo genere e diritti umani, che sono parte del comitato di buon governo.
Per quanto riguarda l'Sdg, da dicembre 2010 ad affiancare l'Ue nella gestione del coordinamento formale è la Svezia ed è stato raggiunto consenso sul coordinamento funzionale e rappresentativo con le autorità di cooperazione del Somaliland e una lettera al coordinatore umanitario in cui si auspica un maggior coordinamento tra le agenzie delle Nazioni Unite. Per il Somaliland, è stato proposto di avviare un coordinamento regolare con le autorità regionali attraverso la creazione del Jcc/ Joint Coordinating Committee come forum di pianificazione, consultazione e valutazione. Inoltre i donatori tutti, così come le Agenzie, stanno manifestando una maggiore disponibilità a viaggiare nelle regioni settentrionali del Paese, anche in missioni congiunte, per confrontarsi con le autorità e verificare fattibilità e realizzazione dei progetti. Rispetto all'efficacia agli aiuti, nel 2010 la Cooperazione Italiana ha mantenuto costante la propria disponibilità a condividere i dati finanziari relativi alla programmazione per costituire un quadro di coordinamento da condividere con le autorità somale. Ed entro fine giugno 2011 si cercherà la collaborazione con Oecd/Dac per lo sviluppo di un "aid action plan" che preveda l'applicazione e la gestione dei principi di Parigi.
Tanzania
In Tanzania, esempio positivo di armonizzazione negli aiuti internazionali e di avanzamento nella divisione del lavoro, dal 2006 il governo ha una Jast/Joint Assistance Strategy, documento base per il coordinamento con i donatori e per dare impulso alle raccomandazione contenute nella Dichiarazione di Parigi del 2005 sull'efficacia degli aiuti pubblici allo sviluppo. Sottoscrivendo il Jast, i Paesi donatori si impegnano ad assistere il governo in linea con i principi espressi nei documenti di Strategia nazionale per la crescita e la riduzione della povertà per la Tanzania e Zanzibar, attraverso progetti finanziati dal Budget support, che non coinvolgono direttamente l'Italia, ma la Commissione europea, il cui contributo ammonta nel 2010 a circa 43 milioni di euro, oltre ai 21 milioni di euro della Food Security.
La Cooperazione italiana, che su base regolare partecipa agli incontri del Dpg/Gruppo di coordinamento dei donatori e a quelli dei suoi sottogruppi, durante tutto il 2010 ha partecipato anche agli esercizi promossi dal Dpg per favorire l'armonizzazione degli aiuti e insieme a governo, parlamento, società civile e comunità dei donatori, è stata impegnata nel processo di revisione delle strategie di riduzione della povertà su impulso del Ministero delle finanze e affari economici tanzano. L'Italia partecipa inoltre alle riunioni dell'HoCs/ Coordinamento dei donatori europei, ospitate a turno dalle rappresentanze diplomatiche dei diversi paesi sotto impulso della delegazione dell'Unione Europea.