
Le iniziative della Cooperazione italiana nei Pvs
Albania
Riabilitazione della rete idrico-fognaria di Tirana e assistenza all’Azienda idrica per la gestione degli interventi collegati
Il progetto vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione di Tirana, riducendo il rischio sanitario e assicurando un’adeguata disponibilità di acqua potabile attraverso il rafforzamento dell’Azienda municipale e interventi di riabilitazione delle reti idriche e fognarie e di pianificazione degli interventi futuri.
Algeria
Collettore Intercomunale di Algeri
Nell’ambito di un generale potenziamento del settore idrico-ambientale algerino, il progetto ha per scopo la sostituzione del vecchio collettore intercomunale delle acque nere di Algeri.
Lavori di risistemazione del Oued El Harrach
Progetto di sistemazione idrico – fognaria della capitale, con notevoli vantaggi per la popolazione urbana, le aree commerciali, nonché i servizi. Il progetto in corso prevede la realizzazione di tre collettori di depurazione della città di Algeri e la sistemazione dell’Oued El Harrach.
Bangladesh
Modunaghat Water Supply
Realizzazione di un impianto per la fornitura di acqua potabile e il trattamento delle acque reflue con il quale la città di Chittagong intende aumentare l’erogazione di acqua potabile a 45 milioni di litri giornalieri per la fornitura idrica nell’area industriale e urbana.
Giordania
Community Infrastructure Programme
Finanzia i servizi di ingegneria, la realizzazione dei lavori e la fornitura di assistenza tecnica relativi ai sistemi di raccolta e depurazione dei reflui delle aree dei campi profughi palestinesi di Talbieh, Jerash e Sukhna.
Riabilitazione dell’acquedotto di Amman
Progetto nel settore idrico cofinanziato dalla Banca Mondiale. Il contratto per l’esecuzione dei lavori tra la Water Authority of Jordan e la società italiana Emit è divenuto operativo il 1 ottobre 2003 e siamo già alla seconda fase del progetto.
India
Approvvigionamento idrico e trattamento dei rifiuti in 14 municipalità del West Bengala
Il progetto si inserisce nelle direttive emanate dal Governo indiano, finalizzate a rendere disponibili servizi interdipendenti di base (acqua potabile, risanamento, sanità) alle popolazioni urbane e rurali, al fine di migliorarne le condizioni di vita e di ridurre l’incidenza di malattie.
Kenya
Progetto per la promozione della piccola irrigazione nella regione del Monte Kenya
Questo progetto ha creato un sistema di crediti rotativi che permette ai piccoli produttori rurali, e in particolare alle donne, di accedere a risorse finanziarie da destinare allo sviluppo di infrastrutture irrigue. Sono state inoltre riabilitate semplici infrastrutture gestite da associazioni locali.
Sviluppo agro-idraulico di Sigor, Kerio Valley - assistenza tecnica
L’intervento si situa nel contesto del Progetto Sviluppo Irriguo di Sigor, che ha meritato nel 1999 il riconoscimento di Unep quale ”riuscito esempio di lotta alla desertificazione”. In attesa della terza e ultima fase, a credito d’aiuto, destinata a raddoppiare la superficie irrigua, è stato assicurato un sostegno per il miglioramento delle rese agricole, della capacità di gestione del perimetro irriguo e delle condizioni socioeconomiche della popolazione.
Libano
Costruzione di impianti di depurazione e di smaltimento di acque reflue e costituzione di sistemi di approvvigionamento idrico
In Libano, l'Italia è al primo posto, insieme alla Germania, per l'impegno assunto nella costruzione di impianti di depurazione e di smaltimento di acque reflue ed e' il primo Paese attivo nella costituzione di sistemi di approvvigionamento idrico. Sono infatti in corso o in fase di avvio cinque grossi interventi infrastrutturali in questi settori, nonché diverse iniziative di rafforzamento di sistemi irrigui e completamento di reti fognarie su tutto il territorio libanese per un impegno totale superiore a 165 milioni di euro, principalmente a credito di aiuto.
Mali
Riabilitazione dei pozzi nelle regioni di Kayes e Koulikoro
Il progetto ha l’obiettivo di migliorare l’approvvigionamento di acqua potabile attraverso la riabilitazione di pozzi e la riparazione o la fornitura di nuove pompe in alcune aree rurali del Mali. Oltre alla formazione ed equipaggiamento di 60 artigiani, e assistenza tecnica al personale delle amministrazioni locali.
Marocco
Programma d’approvvigionamento idrico delle popolazioni rurali - Pager/Settat
L’iniziativa rappresenta una componente del Programma nazionale di approvvigionamento di acqua potabile da parte delle popolazioni rurali, intrapreso dal governo marocchino fin dal 1995. Solo il 40% della popolazione rurale marocchina dispone di acqua potabile e l’obiettivo del governo è quello di raddoppiare il tasso di accesso entro il 2010. Il finanziamento italiano riguarda la provincia di Settat.
Mozambico
Diga di Nhacangara e sistema di drenaggio di Maputo
Un credito d'aiuto di 60 milioni di euro, destinati alla costruzione di una diga per l'approvvigionamento idrico della città di Beira e alla messa in opera di una rete di drenaggio delle acque pluviali in due quartieri popolari della capitale Maputo, comprendenti progettazione, supervisione, ricerche geologiche e studi di impatto ambientale. Un prestito concesso a condizioni particolarmente favorevoli per il Governo Mozambicano, che si impegna a rimborsare il nostro Governo entro 34 anni con un tasso d'interesse pari a zero. Nell'ambito dello stesso progetto, sono previsti 3,2 milioni di donativo, destinati all'assistenza tecnica.
Siria
Razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche nella regione di Ras El Ain
Il programma nasce da una richiesta siriana di intervento nella regione di Ras El Ein (al confine con la Turchia), per la razionalizzazione dei sistemi utilizzati dagli allevatori siriani. Il progetto è stato affidato all’Istituto Agronomico del Mediterraneo di Bari. Prevede analisi del suolo e del sottosuolo locale e assistenza tecnica ai coltivatori dell’area, formando personale locale all’utilizzo di moderne tecnologie del settore.
Sudan
Salute ambientale nella città di Rumbek, Sud Sudan
Il programma intende migliorare le condizioni igienico-sanitarie della città di Rumbek attraverso interventi di riabilitazione del mercato cittadino, la costruzione di una discarica per i rifiuti, un laboratorio per l’analisi dell’acqua e la costruzione di punti d’acqua potabile e latrine.
Territori Palestinesi
Emergenza-Riabilitazione e nuovo impianto per la dissalazione delle acque
Nella Striscia di Gaza l’80% circa dell’acqua si colloca al di fuori degli standard qualitativi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con concentrazioni di cloruri e nitrati che arrivano anche a 5-10 volte i valori massimi ammessi. Ciò costringe alla chiusura dei pozzi usati per il rifornimento della popolazione dopo pochi anni di sfruttamento.Nei mesi scorsi la Ong Ciss ha avuto l’incarico dalla Cooperazione Italiana di portare a termine un’iniziativa che prevede due percorsi:
• riabilitare i due impianti di desalinizzazione realizzati dal Ciss nel 1998/1999 a Khan Yunis e salvaguardare l’unica fonte di acqua dolce di cui dispone la municipalità per una popolazione di più di 150mila persone
• costruire un primo impianto di desalinizzazione a Rafah per fornire una fonte di acqua dolce alla municipalità che serve più di 120mila persone.
Gli impianti di Khan Yunis risultano funzionare parzialmente: l’uno per il 30% e l’altro per il 60% della loro capacità ma, in assenza di un intervento, entrambi sono destinati a peggiorare ulteriormente. A regime garantiscono ogni anno circa un milione di metri cubi d'acqua dolce che viene miscelata nella rete idrica con acque provenienti da altre fonti con maggiore tasso di salinità, fornendo un prodotto potabile entro i limiti degli standard Oms e capace di coprire il fabbisogno cittadino in percentuali superiori al 70-75%. La rimanente parte della città usufruisce della distribuzione in discontinuo, attraverso le due stazioni di distribuzione e autocisterne pubbliche e private. La vicina comunità e il governatorato di Rafah soffrono della stessa scarsità di acqua dolce che affligge tutto il distretto, ma sono in condizioni indubbiamente più critiche perché Rafah non possiede nessun impianto di desalinizzazione per un’area che include oltre 170mila abitanti, attualmente riforniti da 18 pozzi che non rispettano i requisiti di potabilità.
Riabilitazione della rete idrica di Hebron
E' la seconda fase del progetto realizzato nel corso del 2006 mediante Undp presso la municipalità di Hebron e prevede la messa a punto di un software informatico Scada/Supervisory Control Data Acquisition System utile a gestire la rete di distribuzione idrica e verificare eventuali perdite nel sistema. Per la realizzazione del software sono state selezionate mediante gara otto aziende le cui offerte sono pervenute entro il 15 novembre 2007. Le attività sono in fase di avvio.
Servizio acqua potabile a Gerico e riabilitazione della sorgente di Elia
Il progetto, eseguito da Undp/Papp e già concluso per ciò che riguarda le attività e la gestione del fondo fiduciario concesso dal Governo italiano a Undp, ha contribuito a garantire acqua potabile alla popolazione di Gerico, mediante il recupero ambientale e infrastrutturale della sorgente millenaria di 'Ain El Sultan, nota nella Bibbia come sorgente di Elia.
Il 9 Maggio 2007 tra la municipalità di Gerico e Undp è stato firmato un accordo per completare la riabilitazione della fonte. L’intervento in corso ha un costo totale di 150mila dollari reperibili dagli interessi maturati dal contributo italiano. Sono in corso i lavori architettonici di recupero del sito.
La sorgente di Elia Sgorga appena fuori dalla città, a pochi metri dal grande Tell della vecchia Gerico. La fonte che ha permesso il più antico insediamento urbano della storia dell’uomo: Gerico, appunto, sorta 10 mila anni fa sotto queste montagne, al limite della depressione del Mar Morto.
La fonte, che nella Bibbia è chiamata la sorgente di Elia, e più tardi gli arabi hanno soprannominato ‘Ain el Sultan, l’occhio del Sultano, forma un piccolo ruscello alimentato estate e inverno dalle falde delle montagne vicine. La Cooperazione italiana l’ha recintata, ricoperta per evitarne l’inquinamento, canalizzata in modo da poter portare acqua potabile a tutta la città nuova; e adesso progetta di valorizzarla anche come straordinario sito archeologico, in stretto collegamento con gli scavi del Tell di Gerico, seguiti dall’Università della Sapienza di Roma.