Gli obiettivi generali della cooperazione italiana allo sviluppo e i principi guida a cui essa si ispira sono quelli fissati anche nel quadro di accordi e decisioni assunte a livello internazionale e comunitario.
La Dichiarazione del Millennio, approvata nel 2000 da 186 Capi di Stato e di Governo nel corso della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, stabilisce l’obiettivo centrale del dimezzamento della povertà assoluta entro il 2015. Tale obiettivo si articola in otto finalità, i Millennium Goals, alle quali deve essere improntata l’azione di cooperazione a livello internazionale:
L' Accordo di Cotonou sul partenariato con i Pvs, siglato tra l'Ue e l'Acp (Africa, Caraibi, Pacifico) nel 2000, definisce i principi guida a cui i paesi membri della Ue si devono attenere nella realizzazione delle iniziative di cooperazione:
Le determinazioni (Monterrey consensus) della "Conferenza internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo" tenutasi a Monterrey nel 2002, con particolare riferimento alle fonti di finanziamento che dovranno concorrere al conseguimento degli obiettivi del Millennio e allo sviluppo di un ambiente favorevole per lo sviluppo del settore privato nei Pvs.
Le decisioni del Consiglio Europeo di Barcellona del 2002 impegnano i paesi membri in un progressivo aumento dell'Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), sia a livello comunitario che di paese. A livello paese l'obiettivo fissato è di un rapporto tra Aps e Pil pari allo 0,7%; con l'obiettivo intermedio dello 0,33% nel 2006. A ciò sono da aggiungere le comunicazioni della Commissione di Bruxelles in merito alla riforma e privatizzione delle imprese pubbliche e allo sviluppo del settore privato nei Pvs.
Le dichiarazioni di principio e gli impegni assunti nell'ambito del "World summit on the infomation society", tenutosi a Ginevra nel 2003 e a Tunisi nel 2005, con particolare riferimento al tema dell’e-government nei PVS