La conferenza ha visto riuniti a Monterrey, tra il 18 e il 22 marzo 2002, una sessantina di capi di Stato o di governo in rappresentanza di Paesi del Nord e del Sud, il presidente dell'Assemblea generale e il segretario generale delle Nazioni Unite, nonché i responsabili della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale (FMI) e dell'Organizzazione mondiale del commercio.
La presiedeva il presidente del Messico, sig. Vincente Fox. La presidenza dell'UE era rappresentata dai sigg. Aznar e Piqué i Camps, rispettivamente presidente del Consiglio europeo e presidente del Consiglio dell'UE, mentre la Commissione europea era rappresentata dai sigg. Prodi e Nielson, rispettivamente presidente e membro della Commissione.
La conferenza ha adottato il cosiddetto "Monterrey consensus", un documento in cui sono indicate le misure da adottare sul piano nazionale e internazionale per garantire condizioni di vita più accettabili alle popolazioni dei Paesi poveri. In particolare sono indicate le fonti di finanziamento che dovranno concorrere al conseguimento degli obiettivi del Millennio :
I capi di Stato o di governo hanno esortato a stringere un nuovo partenariato fra Paesi ricchi e Paesi poveri, in base al quale i primi daranno un maggior apporto finanziario allo sviluppo dei secondi, adottando tra l'altro misure di apertura dei propri mercati ai Paesi poveri i quali, a loro volta, dovranno adottare a livello nazionale provvedimenti per l'attuazione di riforme strutturali, fiscali e amministrative, onde accrescere la propria capacità di gestione a livello microeconomico e macroeconomico, di promuovere il risparmio interno e di richiamare i capitali esteri necessari per lo sviluppo sociale ed economico.
Ai Paesi poveri si chiede di mettere ordine nelle loro finanze pubbliche, adottando iniziative per combattere la corruzione e favorire la trasparenza nella gestione politica, amministrativa, fiscale ed economica.
Viene sottolineato altresì lo sforzo che questi Paesi dovranno compiere in molti campi, in particolare per mobilitare le risorse nazionali, adottare a livello nazionale politiche macroeconomiche razionali, che tengano conto della necessità di garantire la sostenibilità delle politiche di bilancio attraverso l'equità fiscale e amministrativa ed infine riorganizzare la spesa pubblica senza sostituire gli investimenti produttivi privati