In Sudafrica la politica della Cooperazione italiana ha un taglio eminentemente sanitario. Il Paese, nel periodo 1985-2010, ha beneficiato di doni italiani per circa 55 milioni di Euro. La strategia di cooperazione italiana, basata sull’Accordo di cooperazione risalente al 1996, identifica quali settori prioritari di intervento la sanità, l’educazione, la promozione della piccola e media impresa ed il settore sociale in genere.
Dal punto di vista geografico l’aiuto italiano è concentrato in una serie di Province (Stati), congiuntamente individuate con il Governo locale: Gauteng (regione di Johannesburg), Mpumalanga; e Kwazulu-Natal e, con il nuovo progetto sanitario, Eastern Cape.
Tra le iniziative principali in essere spiccano il sostegno che l’Italia dà al Programma di sostegno al Ministero della Sanità del Sud Africa per la realizzazione del programma nazionale di risposta globale all’Hiv-Aids nelle zone di confine tra Sud Africa e Paesi circostanti ed in regioni di sviluppo selezionate, affidato in esecuzione all’Istituto Superiore di Sanità (per il quale la Dgcs contribuisce con un importo di più di 22 milioni di euro) e l’assistenza tecnica fornita alla sanità pubblica nelle Province del KwaZulu-Natal ed Eastern Cape con particolare riferimento alla prevenzione delle malattie trasmissibili (contributo di 2,8 milioni di euro).