NUOVI SITI PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
San Pietroburgo.04/07/2012.Dall’America Latina all’Asia passando per l’Africa e il Medio Oriente, sono tanti i nuovi siti iscritti nel patrimonio mondiale dell’umanità dal comitato dell’Organizzazione Onu per la scienza, la cultura e l’educazione (Unesco) riunito a San Pietroburgo fino a venerdì prossimo. Tra questi ci sono i paesaggi tra mare e montagna di Rio de Janeiro, diventati il simbolo della città brasiliana oltre ad essere una fonte di ispirazione per paesaggisti, urbanisti e musicisti. In Africa sono stati promossi patrimonio dell’umanità i paesaggi Bassari, Peul e Bédik del sud-ovest del Senegal, terre ancestrali dove tra l’XI e il XIX secolo le rispettive comunità hanno saputo sviluppare attività agricole specifiche in simbiosi con l’habitat naturale. Il paesaggio Bassari è organizzato in terrazze e risaie intervallate a piccoli villaggi dalle abitazioni caratteristiche fatte con tetti di paglia appuntiti. Promossi anche i Laghi Ounianga (Ciad), 18 specchi d’acqua interconnessi che si trovano nella regione di Ennedi, nel deserto del Sahara. I Laghi, che si estendono su una superficie di più di 60.000 ettari, sono alimentati da sorgenti sotterranee e danno al paesaggio circostante una grande diversità di forme e colori. L’altro sito naturale di particolare valore per l’umanità è il punto di incontro, a nord-ovest del bacino del Congo, di tre parchi che coprono più di 750.000 ettari: quelli della Repubblica del Congo, del Camerun e del Centrafrica, che ospitano una biodiversità tipica dell’ecosistema delle foreste tropicali umide e diverse specie di animali rari, tra cui il coccodrillo del Nilo e il pesce tigre Goliath. Sempre sul continente africano un riconoscimento è andato alla città storica di Grand-Bassam, situata sulla costa vicina ad Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio. Nel Medio Oriente l’Unesco ha invece iscritto al patrimonio mondiale dell’umanità le attività di produzione delle perle da ostriche della città di Muharraq e la fortezza di Qal’at Bu Mahir, testimonianze viventi dell’economia di questa zona insulare del Bahrain. Lo stesso valore è stato riconosciuto alla Moschea del venerdì (Masjed-e Jame) della città iraniana di Isfahan, più antico edificio del genere conservato nel paese nonché modello di riferimento per la costruzione di tante moschee in Asia centrale. Riconosciuto patrimonio dell’umanità anche il sito neolitico di Çatal Hoyuk, in Turchia, testimone dell’evoluzione dell’organizzazione sociale e delle pratiche culturali in una fase storica di passaggio alla vita sedentaria. Tra gli ultimi siti iscritti nella sessione 2012 dell’Unesco ci sono anche i Ghat occidentali dell’India, catena montuosa più antica rispetto all’Himalaya che ospita una ricca biodiversità e influenza il ciclo dei monsoni indiani. In Cina ha ottenuto lo stesso riconoscimento il sito di Xanadu, a nord della Grande Muraglia, che comprende le vestigia della capitale fondata da Kubilai Khan, tentativo unico di assimilazione tra la cultura nomade del popolo mongolo e quella cinese degli Han. Di alto valore scientifico sono le colline di Chengjiang, nella provincia cinese dello Yunnan, memoria storica del complesso ecosistema di quasi 200 specie marine che testimoniano della rapida diversificazione della vita sulla Terra 530 milioni di anni fa. |