
Imparare ad usare la voce, il linguaggio del corpo e la gestualità sul palco per promuovere la pace e l'inserimento sociale in aree geopolitiche di crisi. Con questo obiettivo il Ministero degli Esteri, tramite la Cooperazione italiana allo sviluppo, ha finanziato il TAM - Teatro ed arti Multimediali: Strumenti di Pace, progetto di formazione e teatro a Gerusalemme. Trentotto ragazzi palestinesi, selezionati tramite audizioni, nel maggio del 2008 hanno partecipato ad un training estivo di teatro. Al termine del percorso 18 di loro hanno messo in scena insieme ad alcuni loro formatori l’"Amleto" di Shakespeare al Palestinian National Theatre di Gerusalemme.
Il progetto è nato con la partecipazione di Eti, Ente Teatrale Italiano, e la preziosa collaborazione di professionisti del teatro come Gabriele Vacis e Marco Paolini che hanno seguito i ragazzi fin dall’inizio.
“Si tratta di una modalità di lavoro innovativa, che mette in gioco l’espressione teatrale come possibilità di rappresentare e comunicare condizioni sociali e vissuti anche drammatici”, sostiene la responsabile del progetto a Gerusalemme. La Cooperazione italiana intende così promuovere la cultura e lo sviluppo sostenibile.
Il TAM è approdato anche alla Biennale di Venezia: tredici dei giovani attori formati da Vacis e Paolini sono partiti per Venezia a novembre del 2008, ed hanno partecipato ad una serie di laboratori teatrali aperti al pubblico. “Si è trattato di un’occasione unica per presentare i risultati di questo progetto in Italia: sia per il partner palestinese che per la Cooperazione Italiana che si fa sempre più promotrice di tipologie di intervento innovative ed efficaci. La cultura si conferma elemento promotore di sviluppo”, afferma ancora la responsabile del progetto. La prima fase pilota si è conclusa a marzo del 2009 con ottimi risultati, garantendo sia la creazione di possibilità occupazionali sia il sostegno concreto alle istituzioni culturali di Gerusalemme Est e dei Territori Palestinesi. I giovani palestinesi hanno conosciuto meglio se stessi e il nostro Paese, e porteranno sempre con loro l’esperienza fatta grazie al contributo della Cooperazione Italiana allo Sviluppo.
(Le foto dello Speciale sono di Martina Cocco)
Il progetto è nato da una specifica richiesta rivolta dal Teatro Nazionale Palestinese, e sottoscritta dalle Autorità palestinesi, alla Cooperazione Italiana per il sostegno delle strutture teatrali e degli spazi espressivi presenti a Gerusalemme Est e nei Territori Palestinesi, e per dare voce ad adolescenti impegnati in campo artistico, con particolare attenzione alla dimensione di genere.
Il progetto ha proposto un modello di intervento nel settore culturale ed artistico-espressivo che utilizza la cultura come strumento idoneo ad incrementare la sensibilità verso valori quali l’integrazione, i diritti umani e il dialogo interculturale.
E’ stato applicato un modello formativo rivolto ai giovani, con l’obiettivo di promuovere la loro formazione e il loro inserimento sociale, con un forte accento posto sulla creazione di alternative professionali nel settore del teatro e della comunicazione.
Lo spettacolo prodotto, come accennato, è stato rappresentato nei Territori e in Israele e il laboratorio teatrale ha partecipato alla Biennale di Venezia, aprendo proficue collaborazioni con teatri italiani d’eccellenza.